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Sesto episodio de "Il gioco che visse due volte", il podcast di Timap Studios sul legame indissolubile tra cinema e videogiochi. 🎮🎬
In questa puntata Camillo e Fabrizio scavano nella nebbia di uno dei monumenti dell'horror psicologico: Silent Hill. Partendo dalla domanda provocatoria sull'identità della saga, analizziamo le influenze cinematografiche che hanno forgiato il Team Silent fino ad arrivare alla recensione cinematografica del recente Silent Hill: Townfall:
- Le Origini e il Cinema d'Autore: Come Allucinazione perversa (Jacob's Ladder), David Lynch (Eraserhead, Twin Peaks, Strade Perdute), Stephen King (The Mist) e Jan Švankmajer (Alice) hanno definito il purgatorio personale e l'Otherworld.
- Il Disastro degli Adattamenti: Dal cult visivo del 2006 di Christophe Gans fino allo scempio di Return to Silent Hill e la banalizzazione della storia di James Sunderland.
- Il Grande "What If": Il mito di P.T. di Hideo Kojima e Guillermo del Toro, il playable teaser che ha cambiato per sempre l'horror in prima persona prima di essere cancellato da Konami.
- Recensione Cinematografica di Silent Hill: Townfall: L'ambientazione a St. Amelia in Scozia, la foschia marina, l'uso del CRT-TV come found footage, la palette pastello a contrasto con l'Otherworld industriale e il verdetto della nostra Tier List (Buon Cinema).
- Fanta-Regia: Chi dovrebbe dirigere il film definitivo su Silent Hill? La provocazione italiana con Paolo Strippoli (La voce delle ombre, La terra dei figli) o il ritorno all'horror claustrofobico di Ari Aster?
💬 La vostra nei commenti: Silent Hill può funzionare anche fuori dalla sua iconica cittadina? E quale regista vedreste perfetto per portare la nebbia su schermo?
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