Il futuro che non c'è: intervista a Lama Tauk
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Profondamente impegnata in questioni sociali, il suo lavoro esplora la classe sociale, la cultura e le complesse intersezioni tra antropologia, politica, economia e ambiente libanesi. Attraverso il cinema e la musica, cerca di sfidare le ingiustizie, reimmaginando al contempo le narrazioni di identità e resistenza in Libano e in Medio Oriente.
Dal 24 al 26 ottobre 2025 ha partecipato al film festival organizzato dall’associazione studentesca universitaria “Femminismi Contemporanei” chiamato “Specchi Radicali”. Un festival dedicato alla proiezione e discussione di opere audiovisive autoprodotte – documentari e videoarte – realizzate da donne, persone LGBTQIA+ e soggettività queer. Il festival nasce con l’intento di dare spazio a voci emergenti e sperimentali, a produzioni dal basso che si distinguono per approcci radicali, decoloniali, transfemministi e queer.
Durante il festival, Lama ha portato due dei suoi film: “That May or May Never Be” (30 mins) and “Train Stations; A Loner Journal” (7 mins). In particolare, il primo è èarte di un progetto più ampio per la sua tesi magistrale, che si concentra sulla riscrittura e la reinterpretazione della memoria collettiva libanese, delle storie frammentate del suo passato in nuove narrazioni identitarie plasmate dalle nuove generazioni.
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