Il detective Schopenhauer

La filosofia della Mangusta 06.08

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Il detective Schopenhauer

Di: Zap Mangusta
Letto da: Zap Mangusta
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A proposito di questo titolo

Capitolo VI - Schopenhauer

Perché abbiamo bisogno di Schopenhauer oggi? Perché ci apre gli occhi. Ci dice che la vita non è come il Carnevale di Rio e nemmeno come un fetta di Sacher torte. Lo sarebbe se non fossimo perseguitati dalle ambizioni della Volontà e del nostro Io. Che lui però ci suggerisce come tenere al guinzaglio. Come? Con l'amore per l'arte. Con la scoperta del silenzio e della meditazione. E soprattutto attraverso l'amore per gli altri. E poi dobbiamo essergli grati, perché scrive in maniera sublime e ci tira su anche quando ci butta giù. Quindi dobbiamo seguirlo anche perché, dopo tanti anni, sarebbe proprio bello dargli la soddisfazione che si merita: quella di avere più seguaci di quel trombone tronfio ed iper-ottimista di Hegel!

Episodio 8 - Il detective Schopenhauer

Risoluto ed egoista, introverso, ma tenero con il suo animale domestico, Schopenhauer sembra il frutto della penna dello scrittore Raymond Chandler. Un perdente, un caotico scontroso, uno sradicato, sempre pronto a battersi e a perdere di nuovo. Proprio per questo, assurto a simbolo stesso della disillusione. Un uomo amareggiato, che nasconde le ferite del suo disincanto, sotto la rude scorza del cinico, un tipo che ama sparare invettive a raffica e mettersi in urto con tutti, soprattutto coi potenti, esattamente come il linguacciuto, coriaceo, onesto e scorbutico Arthur Schopenhauer.

È facile immaginarlo dietro la scrivania del suo ufficietto scuro, con le persiane appena tirate su, con la testa appoggiata sul gomito dell'impermeabile sgualcito, che attende al suo nuovo incarico; stanare una una tipa che si fa chiamare Willie, dal tedesco "Wille", che poi significa "Volontà", è un soggetto pericoloso!!! Il suo motto? "La volontà vuole solo volere". Non le interessa altro. Si serve degli esseri umani per i suoi loschi scopi, che poi sono quelli di perpetuare la specie. Ci illude, ci elargisce qualche "contentino" e poi ci elimina. Perché? Perché lo vuole, non lo sa perché. Le cose vanno così da sempre.

Non è facile rintracciarla, il suo amico Kant glielo aveva detto, cambia identità velocemente, si aggira indisturbata tra la folla e miete vittime illustri, in primo luogo tutte le nostre speranze, poi le nostre ambizioni e infine i nostri sogni: ci avvelena pure l'anima, bisogna rintracciarla ovunque sia finita, prima che distrugga la vita di milioni di individui. Il caso, a prima vista, sembrerebbe di difficile soluzione, ma prima di gettare la spugna, "Philip" Schopenhauer pensa che possiamo tentare di giocarci un'ultima carta: provare a tenderle una trappola e strapparle il foulard di Maya ossia quel velo dell'illusione che le consente di camuffarsi con rapidità e poi vedere che c'è sotto, per guardare finalmente in faccia Willie e scoprire chi è per davvero. Ce la farà? Basta ascoltare l'episodio per saperlo.

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Strepitosa davvero l' idea di Zap Mangusta di paragonare l' attività di ricerca della verità del filosofo Schopenhauer a quella del celebre detective letterario Philip Marlowe!!! Così si può impararare la filosofia divertendosi! E poi ascoltando Zap Mangusta leggere si imparano anche dizione e recitazione!

La filosofia divertente come una fiction

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