Episodi

  • Costantinopoli 1453: lo shock che inventa la “paura del Turco”
    Feb 20 2026
    Nel 1453 Costantinopoli cade. Non è solo la fine di un impero millenario: è un trauma che riscrive l’immaginario europeo. In questa prima puntata di Noi e loro entriamo dentro il momento in cui l’Europa si scopre vulnerabile e, per la prima volta, trasforma l’avanzata ottomana in un’ossessione collettiva: nasce la turcofobia come linguaggio politico, religioso e culturale.La narrazione si apre con una scena quasi teatrale: l’imperatore Manuele II Paleologo, costretto a vivere da vassallo nel campo del sultano, discute con un dotto islamico e si pone una domanda che attraverserà l’intera serie: perché i turchi stanno vincendo? Da lì seguiamo l’espansione ottomana tra XIV e XV secolo, l’ingresso nei Balcani, le sconfitte cristiane e le prime voci “antiturche” che circolano già prima del disastro.Poi arriviamo all’assedio. Cannoni che fanno tremare le mura teodosiane, la flotta trasportata via terra, la città stremata, l’ultima difesa e la morte di Costantino XI. Nel cuore della puntata, una lettura immersiva restituisce la notizia della caduta così come potrebbe averla ricevuta un mercante: paura, stupore, urgenza.Il finale mette a fuoco il punto chiave: la paura non è solo reazione, diventa strumento di coesione identitaria. Il “Turco” viene costruito come minaccia assoluta, mentre paradossalmente l’arrivo degli esuli bizantini alimenta la cultura del Rinascimento in Occidente. La puntata si chiude con un anticipo: nelle prossime episodi vedremo come, a fianco dell’odio, crescerà anche il fascino—e come questo doppio movimento continuerà a definire il nostro “noi”.
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    21 min