SCHIAVITÙ ROMANA Vol. 9: La Svolta Stoico Giuridica
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Nel secondo secolo dopo Cristo, l'età dell'oro del Principato affronta una silenziosa e radicale rivoluzione che scardina le fondamenta del diritto proprietario arcaico. Con l'arrestarsi delle grandi guerre d'oltremare e lo scoppio delle prime devastanti pandemie, la carne da lavoro cessa di essere una risorsa infinita da consumare a basso costo: lo schiavo diventa un bene patrimoniale prezioso, insostituibile e immensamente costoso. Sotto l'influsso della filosofia stoica, imperatori come Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio intervengono pesantemente nel perimetro della proprietà privata, strappando ai padroni l'antico e incontrollato diritto di vita e di morte (ius vitae necisque). Chi uccide il proprio servo senza autorizzazione giudiziaria viene ora condannato per omicidio, e chi infierisce con crudeltà intollerabile viene costretto dai magistrati a vendere la propria risorsa umana sul mercato pubblico. Questo saggio esegue la spietata vivisezione giuridica, economica e sociologica della svolta legislativa che ha ridisegnato il volto della sottomissione romana. In questo nono volume della collana Schiavitù Romana, azzeriamo l'ingenua retorica umanitaria per analizzare l'ingranaggio del diritto sul piano puramente operativo. Sezioneremo l'autopsia economica della Lex Petronia che vietò il massacro coatto dei servi nelle arene, la complessa burocrazia dello ius asyli che permetteva ai fuggiaschi di invocare la protezione statale ai piedi delle statue del Cesare, e la progressiva estensione della capacità commerciale allo schiavo amministratore per garantire la certezza dei contratti nei mercati globali dell'impero.Vuoi approfondire? Scopri il volume disponibile qui:https://www.amazon.it/dp/B0HG8T7WS9