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Google ora risponde di quello che dice la sua AI

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Vi avevo già raccontato che le AI Overviews di Google stanno prosciugando il traffico dei giornali. Adesso per Google è arrivato un altro colpo, e per noi è una buona notizia.

Un tribunale di Monaco di Baviera ha stabilito che Google è direttamente responsabile di quello che scrive la sua AI in cima ai risultati di ricerca. L'AI aveva collegato due editori tedeschi a truffe e pratiche commerciali scorrette. Tutto inventato. Aveva mescolato i loro nomi con quelli di aziende davvero losche, creando collegamenti che non esistevano in nessuna delle fonti linkate.

Il problema è che ormai la gente legge le AI Overviews e basta, si fida e non va oltre. Gli editori hanno mandato una diffida. Google l'ha ignorata. Sono andati in tribunale e hanno vinto.

I motori di ricerca in Germania hanno una protezione legale, perché si limitano a indicare pagine scritte da altri. I giudici hanno detto che quella protezione qui non vale, perché il riassunto dell'AI non è un elenco di link ma un contenuto che Google scrive con parole sue. Come il titolo di un giornale, che risponde di quello che dice anche se nessuno legge l'articolo intero.

Google si è difesa dicendo che gli utenti possono controllare le fonti. Solo che circa l'1% delle persone clicca davvero su quei link. E un'analisi recente ha trovato che le risposte di Gemini sono sbagliate circa nel 9% dei casi, e che più della metà di quelle giuste non trova riscontro nelle fonti citate.

Adesso Google rischia fino a 250.000 euro di multa ogni volta che ripete quelle affermazioni. È la prima volta che un tribunale considera un'azienda responsabile delle diffamazioni della sua AI. Purtroppo c'è voluta una causa, e purtroppo è successo solo in Germania. Ma è un grande passo avanti.

Voi cosa ne pensate?

#DecisioniArtificiali #MCC #AIOverviews #Google #Diffamazione

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