Il pavimento di legno, il rumore delle lame, il respiro trattenuto prima di ogni assalto. In una palestra di scherma nel sud della Francia, arriva una donna di 85 anni e si iscrive. Si chiama Jeanne Calment e vivrà fino a 122 anni. Ma la sua storia è una domanda aperta: che cosa significa davvero vivere a lungo?
La terza puntata di “Houston, abbiamo la soluzione” parte da qui per spostare lo sguardo dalla durata della vita alla sua qualità. In Italia viviamo sempre più a lungo, ma gli anni in buona salute restano molti meno. È il paradosso della longevità contemporanea: guadagniamo tempo, ma non sempre riusciamo a viverlo davvero.
Pierfrancesco Catucci (vice caporedattore della redazione giornalistica di Altroconsumo) e Ivan Maroli (responsabile del Centro Studi di Altroconsumo) analizzano cosa sta cambiando: l’invecchiamento della popolazione, l’impatto sul sistema sanitario e sul welfare, il ruolo delle abitudini quotidiane (movimento, alimentazione, relazioni) nel determinare come invecchiamo. E smontiamo alcune semplificazioni, come il mito delle Blue Zone, per capire cosa dice davvero la scienza.
E chiaramente guardiamo a un futuro in cui la medicina sarà sempre più personalizzata e la tecnologia ci spingerà verso nuove frontiere della ricerca sull’invecchiamento. E questo porterà con se la necessità di affrontare anche una sfida molto più ampia sul piano culturale e sociale. Perché vivere per sempre non è certo un’opzione. È continuare ad abitare la propria vita, il più a lungo possibile.
Fonti: Wikipedia, Le Monde, banca dati Altroconsumo, Istat, Eurostat, Oms, Oecd, Science, New Scientist, National Geographic, MedlinePlus, Fondazione Veronesi, Stony Brook Medicine The Conversation, Sanatorium.
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