Ho due gatti. Fratello e sorella
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A proposito di questo titolo
La sorella tutto il contrario: sveglia e vigile, sempre a caccia: porta piccioni, rondini, tarantole, cavallette: li sventra e li fa a pezzi e li sparge per la casa. Occhi dolci, sguardo lamentoso. Femme fatale, un po’ infantile, languida. Chiede sempre, sempre vuole nuovi biscotti (solo freschi, freschissimi), o altro, o non sa nemmeno lei cosa vuole. Sempre mi guarda con sguardo di richiesta, o di rimprovero.
Non riesce a stare chiusa in casa, deve uscire e sta via per diversi giorni (pur sterilizzata, come il fratello). Pi- scia e caca dove le pare. Anche punita, non impara la lezione. Per non far andare il fratello su una certa pol- trona, senza por tempo al tempo, ci piscia.
Il terrazzo comunica col tetto, e sul tetto c’è un gran movimento. I due fratelli, piccolini, sono stati sempre in soggezione, sottomessi ai grossi gatti del tetto. Ora che sono cresciuti lo difendono a mala pena, il terrazzo. Anche perché non combattono insieme. Agli attacchi deve prender parte lui, non molto convinto, lei sta sem- pre dietro, sulla linea della finestra, a osservare. Segue con apprensione le battaglie del fratello, lei che potreb- be scacciarli tutti i gatti, sembra che una legge atavica la releghi in casa e le impedisca di difendere il territorio. La caccia sì, ma la guerra ai maschi.
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