Ciao a tutti, sono Michele Cito e questo che ascolti è Hangar 41 il podcast che vi racconta storie di velocità e passione.
Sogno di fare questo episodio da un pezzo e finalmente eccomi qui con il mio tributo a Gran Turismo – un videogame? Un fenomeno di cultura? Una saga lunga 25 anni? Una community planetaria? Un film? Una colonna sonora stratosferica? Uno dei titoli più venduti in assoluto per play station? Sì – tutte queste cose insieme. E per me personalmente anche ricordi pazzeschi – nottate infinite acorrere sulle piste leggendarie del gioco, il pollice schiacciato a forza di pestare e sulla X e sul quadrato, fare e rifare quellamaledetta gara che proprio non si riesce a vincere! Nonparliamo delle 24 ore.
Un amore quello che ho per Gran Turismo che mi porto dietro da un pezzo, ancora oggi. I suoi creatori lo definirono “the real driving simulator” perché quando arrivò e per molto tempo, offrì un’ esperienza di gioco mai vista, con le auto (tantissime auto, anche umili) che acceleravano, curvavano e frenavano in modo relativamente accurato per quei tempi, auto che potevi elaborare e mettere a punto nel motore e negli assetti.Con il controller Dual Shock era possibile avvertire una vibrazione, una sorta di embrionale reazione del volantee la guida era accompagnata da un sound studiato accuratamente che nei titoli successivi divenne addirittura sconvolgente.
Oggi come simulatore è disprezzato dai tanti fighetti passati a simulatori più recenti – va bene – mentre Gran Turismo è diventato un gioco di guida leggendario capace di creare una community planetaria altri titoli hanno migliorato concentrandosi su aspetti di pura simulazione.
La necessità di accontentare milioni di gamers ha per forza di cose fatto “sedere” Poliphony Digital ma chissene – Gran Turismo era ed è uno spettacolo oggi arrivato alla settima edizione – l’ottava in realtà considerando GT Sport.
Come fosse un modello di auto o moto, come fosse un aereo, Gran Turismo ha sconvolto le vite di molti ragazzi della mia generazione. Sul finire degli anni 90 siamo passati dal spendere un sacco di soldi nelle sale giochi, coi cabinati diguida a un videogioco da console in cui guidare un sacco di auto strepitose.Era il 1998.