Episodi

  • Stagione 2 - Episodio 1 - L’imbarco
    Oct 18 2026
    Episodio 1 - L’imbarco
    Quando la vecchia terra non può più essere l’unico luogo possibile

    Prima della partenza esiste un momento sospeso nel quale la vecchia terra è ancora visibile e la nuova costa non possiede un nome. Nato anche dalla memoria del trasferimento di Antonio da Napoli a Torino, L’imbarco diventa per Fabio l’immagine di una vecchia identità che non può più essere l’unico luogo possibile. Un nucleo acustico si trasforma attraverso il basso in levare, la drum machine, i sintetizzatori e un’esplosione di chitarre distorte. La meditazione diventa movimento e il dubbio comincia ad assumere la forma di una partenza. Non è ancora necessario conoscere la destinazione. È sufficiente riconoscere che restare sul vecchio molo non è più l’unica possibilità.

    Non devi vedere chiaramente la costa per riconoscere che è arrivato il momento di partire.
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    19 min
  • Stagione 2 - Episodio 0 - Una canzone non appartiene a una voce sola
    Oct 11 2026
    Episodio 0 - Una canzone non appartiene a una voce sola
    La nascita degli Slezena e di un viaggio costruito insieme

    Tre musicisti appartenenti a generazioni differenti entrano nella stessa sala prove. Antonio porta testi, accordi, melodie e immagini. Luigi apre nuovi spazi attraverso voce, chitarre e pianoforte. Fabio costruisce linee di basso, archi, tastiere, sintetizzatori ed effetti. Nascono così gli Slezena e un album concepito come una traversata interiore. Prima di salpare, questo episodio racconta il loro incontro e il modo in cui parole, strumenti ed esperienze differenti hanno cominciato a riconoscersi dentro le stesse canzoni. Perché un testo può avere un solo autore, ma una canzone trova la propria forma definitiva soltanto quando più persone imparano ad abitarla insieme.

    Un testo può avere un solo autore. Una canzone comincia davvero quando attraversa più vite.
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    19 min
  • Stagione 1 - Episodio 25 – Cloud Atlas: ogni gesto genera futuro
    Oct 6 2026
    Blocco 10 – Tornare alla vita

    Episodio 25 – Cloud Atlas: ogni gesto genera futuro

    In Cloud Atlas, storie lontane nel tempo e nello spazio entrano in risonanza attraverso parole, scelte e atti di libertà le cui conseguenze superano ciò che i personaggi possono vedere. Nell’episodio conclusivo della prima stagione, Fabio guarda a Grandangolo come al gesto nato dalla crepa: un modo per dare forma a ciò che ha attraversato e trasformare un’esperienza privata in una parola condivisibile. Non tutto accade per insegnarci qualcosa, ma ciò che è accaduto può ancora partecipare a ciò che scegliamo di costruire. Una puntata sulla responsabilità senza onnipotenza, sui sentieri rafforzati dalla ripetizione e sui piccoli gesti attraverso cui iniziamo a generare una direzione differente.

    Non posso sapere fin dove arriverà un gesto, ma posso scegliere quale direzione contribuisce ad alimentare.
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    21 min
  • Stagione 1 - Episodio 24 – Io ci sono
    Oct 4 2026
    Blocco 10 – Tornare alla vita

    Episodio 24 – Io ci sono

    Pensare continuamente a sé stessi non significa essere davvero presenti a sé stessi. Possiamo analizzare ogni reazione, conoscere i nostri automatismi e costruire spiegazioni molto precise, continuando tuttavia a rimanere lontani dalla scena reale. Fabio racconta tre gesti attraverso cui ha imparato a tornare: suonare il basso, scrivere Grandangolo e restare accanto al dolore senza cercare immediatamente di correggerlo. La presenza non risolve ogni difficoltà e non sostituisce le azioni necessarie, ma permette di vedere il problema e sé stessi mentre lo si attraversa. Una puntata sul ricordo di sé, sulla compassione verso le parti fragili e sulla possibilità di non abbandonarsi mentre la vita accade.

    Per molto tempo ho pensato molto a me stesso senza essere davvero presente a me stesso.
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    20 min
  • Stagione 1 - Episodio 23 – Il tempo: corsa o presenza?
    Sep 29 2026
    Blocco 9 – Attaccamento, perdita e trasformazione

    Episodio 23 – Il tempo: corsa o presenza?

    Dopo la separazione, a 52 anni, Fabio comincia a guardare gli anni trascorsi come tempo perduto. Le scelte rimandate, la stabilità interrotta e i figli non arrivati alimentano una domanda dolorosa: che cosa ho fatto del mio tempo? Il passato diventa il luogo del rimpianto, mentre il futuro si trasforma nell’urgenza di recuperare rapidamente relazione, sicurezza e direzione. Persino il lavoro su di sé rischia di diventare una nuova corsa per guarire e capire in fretta. Una puntata sul tempo psicologico e sulla possibilità di tornare al solo luogo nel quale può avvenire un cambiamento concreto: il prossimo gesto.

    La mente usava il passato per accusarmi e il futuro per mettermi fretta, mentre la vita continuava ad accadere nel tempo che attraversavo di corsa.
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    18 min
  • Stagione 1 - Episodio 22 – Il filo digitale che non lasciamo andare
    Sep 27 2026
    Blocco 9 – Attaccamento, perdita e trasformazione

    Episodio 22 – Il filo digitale che non lasciamo andare

    Dopo la conclusione di una relazione, Fabio continua a controllare il profilo dell’altra persona alla ricerca di segnali. Una foto, una storia, un silenzio o una presenza online diventano materiale da interpretare, mentre la frase “devo sapere” trasforma la curiosità in urgenza. Anche pubblicare assume una funzione indiretta: mostrare di esserci, di stare andando avanti e di essere ancora desiderabile, senza esporsi al rischio di una conversazione reale. I social mantengono così aperto un contatto ambiguo, nel quale la relazione è terminata ma l’attenzione continua a restarle legata. Una puntata sul controllo digitale, sulla comunicazione indiretta e sul momento in cui smettere di guardare diventa parte del lasciare andare.

    La relazione era finita, ma ogni controllo lasciava aperto un piccolo accesso digitale alla speranza, alla paura e all’interpretazione.
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    19 min
  • Stagione 1 - Episodio 21 – Buddhismo: quando desiderare diventa aggrapparsi
    Sep 22 2026
    Blocco 9 – Attaccamento, perdita e trasformazione

    Episodio 21 – Buddhismo: quando desiderare diventa aggrapparsi

    Prima della separazione, Fabio non desiderava soltanto che il matrimonio continuasse. Aveva bisogno che restassero la casa, la stabilità e l’identità dell’uomo che aveva costruito una vita riconoscibile. Attraverso la lente buddhista dell’attaccamento e dell’impermanenza, la puntata osserva la differenza fra il dolore inevitabile di una perdita e la sofferenza aggiunta quando la mente continua a ripetere che quella realtà non sarebbe dovuta cambiare. Una riflessione sul lasciare andare senza diventare indifferenti, accompagnando la parte che teme di non sapere più chi essere quando una forma importante termina.

    Non stringevo soltanto il matrimonio: stringevo l’uomo che pensavo di essere dentro quella vita.
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    18 min
  • Stagione 1 - Episodio 20 – Dire no senza chiudere il cuore
    Sep 20 2026
    Blocco 8 – Relazioni, amore e dipendenza

    Episodio 20 – Dire no senza chiudere il cuore

    Dopo la separazione, Fabio sente di dover compensare ciò che è rimasto nella casa e teme che un limite possa farlo apparire egoista o poco corretto. Alla valutazione concreta si aggiunge così un debito interiore, alimentato dall’immagine della persona buona e disponibile. Dire sì per paura di deludere può generare rimuginio e risentimento, mentre un confine espresso troppo tardi rischia di diventare freddezza, distanza o sparizione. Fra la disponibilità totale e la porta chiusa può esistere una soglia più abitabile. Una puntata sulla possibilità di proteggere il proprio spazio restando presenti e accettando che l’altro possa non comprendere o non approvare il nostro limite.

    A volte sparire non è un vero no, ma una fuga dal peso di un sì pronunciato contro noi stessi.
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    18 min