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Frequenza Variabile

Frequenza Variabile

Di: Francesco Marsili - Alessandro Bonifazi
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Frequenza Variabile è il podcast che intreccia geopolitica, finanza, attualità, musica e molto altro per decifrare il presente e le sue evoluzioni. Sintonizzati per capire il mondo!Copyright Frequenza Variabile Economia Finanza personale Musica Politica e governo
  • Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei - Il cibo come identità
    Mar 16 2026
    Oggi mangiare non è più solo piacere, sostentamento, convivialità. E' diventato qualcosa di molto più identitario.

    Vegano, carnivoro, bio, tradizione, ‘healthy’… spesso non stiamo parlando di ciò che ci nutre, ma di come vogliamo essere percepiti. E il punto è che basta davvero poco per finire dentro una categoria: sei ‘consapevole’ o sei ‘ignorante’, sei ‘radical chic’ o sei ‘troppo basic’, sei ‘disciplinato’ o ‘senza controllo’.
    Come se un piatto potesse riassumere una persona. Nella nuova puntata di Frequenza Variabile proviamo a capire come siamo arrivati qui: tra social, marketing e differenze di classe. Senza tifoserie, ma con una domanda semplice: cosa succede quando mangiare diventa una bandiera?
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    20 min
  • Il ritorno della vergogna pubblica - dal gossip al call out
    Feb 21 2026
    La vergogna pubblica non è sparita: si è solo spostata online. Oggi basta uno screenshot, un video tagliato, una frase fuori contesto e la reputazione diventa un processo pubblico, istantaneo e potenzialmente permanente. Dal gossip al call-out, proviamo a capire come cambiano giudizio, responsabilità e possibilità di riparazione quando la rete non dimentica. In questa puntata di Frequenza Variabile parliamo di gogna digitale, indignazione come contenuto, algoritmi e cultura della punizione. Senza negare l’importanza della critica, ma chiedendoci dove finisce la responsabilità e dove inizia lo spettacolo.
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    21 min
  • Le micro-solitudini, tanta connessione ma poca presenza
    Jan 18 2026
    Le micro-solitudini sono la firma emotiva del nostro tempo:
    tanta connessione, poca presenza. E non sono un fallimento personale.
    Sono un effetto collaterale di come abbiamo costruito la socialità: rapida, comoda, sostituibile, performativa. Però c’è una buona notizia: se sono fatte di micro-assenze, possiamo combatterle con micro-presenze.
    Piccoli gesti veri, ripetuti nel tempo. Perché alla fine sentirsi meno soli non significa avere più persone intorno.
    Significa avere almeno qualcuno con cui essere reali.
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    23 min
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L'autore snocciola una serie di argomenti con buon linguaggio facilmente capibile.
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