Episodi

  • Palermo. Genitori in carcere e quartiere a rischio, i giovani del Malaspina
    Mar 27 2026

    Siciliani, palermitani, alcuni con i genitori in carcere.
    Sono i giovani detenuti dell’Istituto penale per i minorenni di Palermo, il Malaspina. Negli ultimi anni, a loro si sono aggiunti anche i minori stranieri non accompagnati.
    «È un periodo molto faticoso: i ragazzi portano con sé tanta rabbia e molti presentano disagi psichici che avrebbero bisogno di interventi specifici», racconta la direttrice Clara Pangaro.
    «Aspettiamo la fine della giornata perché arrivi quella successiva», raccontano i ragazzi, che sognano il momento in cui usciranno.
    Ma la città spesso non è in grado di riaccoglierli.

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  • Roma. Maria e Walid, due modi diversi di chiedere perdono
    Mar 20 2026

    Il nuovo episodio del podcast Figli Nostri è registrato dall’IPM di Casal del Marmo, dove al suo interno scuola e laboratori sono attivi per costruire un futuro per ognuno di loro. È l'unica struttura ad accogliere anche ragazze, oltre a quella di Pontremoli.
    In questa struttura le detenute sono quasi tutte italiane, mentre i ragazzi sono prevalentemente stranieri minori non accompagnati che hanno commesso reati contro il patrimonio legati allo spaccio e al consumo di droghe.
    Maria studia all'università e si immagina un giorno a lavorare in uno studio di grafica. Walid ha detto basta alle droghe, ma sta male: si taglia e dà fuoco alla cella.
    Il decreto sicurezza ha accelerato i tempi di trasferimento nelle carceri per adulti dei ragazzi, ormai diventati maggiorenni. Ora al primo sgarro delle regole dell'IPM, il detenuto può essere trasferito agli adulti, dove la musica cambia parecchio e il numero degli educatori è molto inferiore.

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  • Milano. L'ondata di minori stranieri e il nodo delle comunità
    Mar 13 2026

    Sovraffollamento, scarsità di educatori e agenti, proteste e un sistema carcerario che non è stato in grado di far fronte all’ondata di minori stranieri non accompagnati. È il carcere minorile Beccaria di Milano, dove Ahmed, arrivato dal Marocco nascosto sui camion, ci racconta di essere pronto a cambiare vita.
    Come ha fatto Anas, entrato in carcere a 14 anni e che ora ha trovato la sua strada grazie a una comunità che lo ha accolto. Ma le comunità sono poche e la grande incognita è dove andranno questi giovani una volta usciti dall’istituto.

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  • Bologna. Numeri in aumento per il decreto Caivano
    Mar 6 2026

    Nel 2024 alcuni detenuti furono trasferiti nel carcere per adulti: all’IPM del Pratello si era arrivati a dormire per terra, sui materassi. Troppi i minori non accompagnati in arrivo, troppi i ragazzi finiti in carcere a causa dell’inasprimento delle pene previsto dal decreto Caivano.
    Il direttore Lorenzo Roccaro: «Entrano nel circuito penale e, alla prima trasgressione in comunità, vengono spediti in carcere».

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  • Napoli. Violenza e reati più efferati, cresce la permanenza in carcere
    Feb 27 2026

    Reati sempre più efferati e commessi per motivi inesistenti. Negli ultimi anni, a Nisida è aumentata la permanenza media dei ragazzi con condanne definitive. Il carcere minorile di Napoli, il più popoloso d’Italia, accoglie ragazzi, per la maggior parte napoletani e campani. Le criticità maggiori sono la carenza di agenti e il sovraffollamento.
    «Il carcere può offrire nuove opportunità, mentre fuori è più facile cogliere quelle negative», raccontano due giovani detenuti da anni, che non hanno ancora finito di scontare la loro pena.
    La scommessa è accompagnarli a trovare il loro posto nella società.

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