Ep. 32_L'olfatto della notte
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A proposito di questo titolo
La notte non è soltanto assenza di luce. È un territorio sensoriale diverso, in cui l’olfatto cambia ritmo, si fa più attento, più profondo, quasi istintivo. Quando il buio avanza, gli odori emergono con una chiarezza nuova: si espandono, si stratificano, si fanno presenza. In questa puntata esploriamo proprio questo passaggio invisibile, il momento in cui il giorno si ritrae e lascia spazio a una percezione più intima, più silenziosa. Il racconto attraversa la biologia e la cultura dell’olfatto notturno, partendo da una domanda semplice: cosa succede al nostro modo di sentire quando tutto rallenta?
Di notte il corpo cambia. Il respiro si fa più regolare, i movimenti si riducono, l’attenzione si sposta verso l’interno. In questa condizione l’olfatto non è più distratto dalla luce, dalle immagini, dal rumore. Diventa uno strumento di orientamento sottile, capace di cogliere sfumature che durante il giorno passano inosservate. È lo stesso principio che guida molti animali notturni, ma che nell’essere umano resta come una memoria silenziosa, una capacità latente che riaffiora nel buio.
La notte è anche il tempo delle trasformazioni olfattive. Alcuni fiori si aprono solo al calare del sole, liberando molecole pensate per viaggiare più lontano nell’aria fresca. I profumi diventano più morbidi, più avvolgenti, meno luminosi e più profondi. È una grammatica diversa, fatta di sfumature scure, di accenti vellutati, di persistenze che si dilatano nel tempo. In questo scenario, anche la profumeria ha costruito un immaginario specifico: fragranze notturne che non cercano di farsi notare, ma di restare.
La puntata si muove tra scienza e percezione, tra fisiologia e immaginazione, per raccontare come il buio modifichi il nostro rapporto con gli odori. Non è solo una questione di intensità, ma di qualità dell’ascolto. Di notte l’olfatto non cerca più di riconoscere immediatamente, ma di esplorare. Si concede il tempo del dubbio, della memoria, dell’associazione.
Questo episodio è quindi un invito a rallentare e ad ascoltare. A entrare in uno spazio in cui gli odori non sono più semplici stimoli, ma presenze che accompagnano. Un viaggio che ci porta a riscoprire una dimensione dimenticata del sentire, quella in cui il profumo non illumina, ma avvolge.
Perché la notte non cambia gli odori.
Cambia il modo in cui li sentiamo.
Il core business di Ephèmera Firenze è lo Scent Identity Design: l’arte di creare fragranze che diventano la firma invisibile di un brand. Un profumo non è un semplice ornamento, ma un’architettura immateriale: racconta valori, riflette una personalità e lascia un’impronta che la memoria custodisce più a lungo di parole e immagini. La nostra visione, però, va oltre i brand. Con le Perfume Experience e i Team Building Olfattivi accompagniamo persone e team aziendali a scoprire il profumo come linguaggio di identità ed emozione. Nei nostri workshop prendono vita fragranze per la pelle, per gli spazi o persino veri e propri loghi olfattivi: esercizi di creatività, coesione e narrazione condivisa. Dallo studio esperienziale fiorentino, il profumo si intreccia con arte, musica e artigianato, trasformando l’istante in memoria. E non solo a Firenze: le nostre esperienze viaggiano in tutta Italia, nel mondo e direttamente presso i nostri clienti. Che sia personale, aziendale o familiare, ogni creazione è più di un profumo: è una storia che vive nel più potente dei sensi.
VOICE: @fjd.prod
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