Ep.3: "A volte non ridono" - con Daniele
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Per fortuna, però, non è sempre così.
Daniele, ad esempio, è uno di quelli che alla fine il lavoro dei sogni l’ha fatto per davvero. Eppure dice che se andando al bar dovesse chiedere a qualcuno che lavora fa e questi dovesse rispondergli “il comico”, lui penserebbe che è uno stronzo. Strano, perché è esattamente quello che risponde lui: “Sono un comico”.
La strada per il lavoro dei sogni è lastricata di pensieri brutali, spesso anche di ristrettezze. E infatti molti, prima o dopo, lasciano perdere. Prevale la concretezza, la sicurezza, un filo di disincanto. Daniele dice che se doveva essere precario facendo un lavoro che non desiderava, tanto valeva essere precario provando a fare il comico.
Non si sa bene come accada, ma a volte tutto si allinea e il tuo pubblico da qualche decina di amici passa a migliaia di persone, porti il tuo spettacolo in tour e pare proprio che quella cosa che credevi folle e sghemba diventi la tua professione.
Ma poi cosa succede? Daniele racconta che il lavoro dei sogni è pur sempre lavoro e che la retorica del “fai il lavoro che ami e non lavorerai un giorno della tua vita” è probabilmente un’illusione. Tra macchine organizzative, burnout, prìncipi nigeriani e chat GPT.
Episodio 3 - “A volte non ridono” parla di sogni, veglie, risvegli e qualche incubo, tipo un attacco di panico durante uno spettacolo.
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