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Educare con calma

Educare con calma

Di: La Tela
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"Educare con calma" è un bel principio di cui a me, per natura, mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore — non ancora finito — per arrivarci. Mi chiamo Carlotta Cerri e questa è la mia ragnatela di pensieri che so sempre dove iniziano e mai dove finiscono. Parlo di genitorialità a lungo termine, disciplina positiva, Montessori, multilinguismo, viaggiare a tempo pieno con bambini e fare homeschooling —di quelle vite imperfette, che si sbaglia e ci si perdona.La Tela Genitorialità e famiglie Relazioni
  • 292. Limiti e flessibilità: cambiare idea significa «dargliela vinta»?
    Oct 23 2026

    In questo episodio di Educare con calma parliamo di disciplina, una delle fatiche più comuni della genitorialità. Ragiono sul peso dell’obbedienza con cui molti di noi sono cresciutə e sulla differenza tra limiti non negoziabili, i «no fuoco», e limiti più flessibili, i «no divano», su cui possiamo permetterci di ascoltare, adattarci e, se serve, cambiare idea.

    Parto dal post di Caterina, che ci ha scritto nel Forum de La Tela. Dopo una lunga giornata al nido, suo figlio di due anni e mezzo ha rifiutato la doccia. Davanti alla sua disperazione lei ha fatto un passo indietro: lo ha abbracciato, gli ha chiesto se avesse freddo, ha rimandato la doccia al giorno dopo e gli ha proposto un compromesso. Poi, però, si è chiesta: è giusto «dargliela vinta»?

    È una domanda che condividiamo in tantissimə, perché limiti e disciplina sono il cuore di molte sfide genitoriali. Ma cambiare idea davanti al pianto di un bambino non è per forza una resa. A volte è il modo in cui scegliamo di stargli accanto. Il punto è capire quando un limite serve davvero e quando stiamo solo applicando un’idea di obbedienza che ci hanno insegnato da piccolə.

    Nell'episodio vi condivido l’immagine delle «bombole d’ossigeno» e due strumenti concreti: la preparazione, cioè anticipare ciò che sta per accadere, e le opzioni, cioè lasciare al bambino una scelta dentro un limite che resta fermo.

    :: Nell'episodio menziono:

    • La Masterclass Disciplina a lungo termine.


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    28 min
  • 291. Ristoranti «Child Free» e media italiani
    Oct 16 2026

    In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una recente intervista radiofonica sui ristoranti «child-free» e vi propongo la riflessione che non sono riuscita a portare fino in fondo in quella sede: capisco il desiderio di spazi senza bambinə, ma contesto l'etichetta «child-free». Credo ci serva meno discriminazione e più educazione, e che la vera soluzione stia nella responsabilità genitoriale, in limiti non permissivi e in ambienti pensati per aiutare i bambinə ad avere successo, come facciamo con la nostra app Spazi La Tela.

    Vi condivido, inoltre, alcuni messaggi che ho ricevuto, da cui emerge chiaramente quanto nei media italiani prevalgano spesso litigi e sensazionalismo e mi sono chiesta se sia la società a influenzare quel modo di fare informazione, o se siano i media a plasmare il modo di essere della società.

    Penso che a livello societario non ci serva un'etichetta che discrimina di più, come «Child Free».

    Ci serve, come società, più educazione, nel senso proprio di imparare cose nuove, educarci su alcuni temi:

    • Per i genitori, per esempio, insegnare ai bambinə ad adattare il comportamento all'ambiente (concetto per me molto importante, che è ben diverso da «stai zitto e fermo»);
    • Per i ristoratori, come chiedere a una famiglia di portare fuori il bimbə che piange ininterrottamente e aiutarlə lì a regolarsi (più facile che restando dentro, tra l'altro). Questo, secondo me, la famiglia dovrebbe avere l'accortezza di notare e farlo senza che glielo si chieda, ma se ce l'ha, perché non glielo si può chiedere con gentilezza?;
    • Per i genitori, come accogliere quella richiesta senza prenderla sul personale: non c'è nulla di personale nel chiedere a una famiglia di uscire perché il pianto del bambinə sovrasta tutte le altre voci. Se un adulto urlasse, gli si chiederebbe lo stesso, no? Non significa che i bambinə non sono benvenutə, significa che tutte le persone presenti hanno il diritto di avere un pasto piacevole (incluso il bambinə, che se piange disperato chiaramente non sta godendo di quel momento);
    • Per i ristoratori, imparare a offrire piccole cose nei loro ristoranti per intrattenere i bambinə o, se non vogliono, imparare a comunicare con gentilezza a una famiglia che il loro locale non è adatto a bambinə piccoli: non solo non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, ma farebbero anche un piacere sia ai genitori sia ai bambinə.
    • Per i genitori, imparare a mettere i bambinə nella condizione di avere successo: se i bambinə hanno una brutta reputazione è anche perché (oltre a quello che dico nell'episodio) spesso noi genitori lə indirizziamo verso il «fallimento», come portarlə a cena fuori tardi o in un ristorante non adatto a loro…


    Tutto il resto lo trovate nel podcast.

    Non ci serve il «Child Free». Ci serve meno discriminazione e più educazione.


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    40 min
  • 290. La preadolescenza è il momento della potatura | con Giada Vettorato
    Oct 9 2026

    In questo episodio di Educare con calma parliamo di preadolescenza: come evitare che ogni situazione diventi uno scontro, come bilanciare il bisogno di spazio e autonomia dei ragazzə con la nostra presenza, quali limiti sono davvero non negoziabili e quali invece vanno lasciati andare. Parliamo anche di un'immagine che trovo molto potente: la preadolescenza non è ancora il momento del raccolto, ma è ancora il momento della potatura.

    Condivido con voi un frammento di una diretta su La Tela con Giada Vettorato, la nostra persona di riferimento per la preadolescenza e l'adolescenza con la quale abbiamo creato il nuovo pacchetto editoriale «La guerra della (pre)adolescenza» che è appena uscito su La Tela!


    :: I punti salienti dell'episodio:

    00:00 Introduzione e benvenuto

    06:42 Come evito di trasformare ogni situazione in un conflitto?

    08:56 Il momento della potatura

    13:08 Confini di sicurezza

    17:46  Come si accompagna all'autonomia mantenendo la nostra presenza?

    20:53 Non pensare che i nostri figlə siano «nostrə»

    24:30 Vulnerabilità che unisce

    28:19 Chiusura e saluti


    :: Nell'episodio menziono:

    • Il pacchetto «La guerra della (pre)adolescenza»
    • La nostra App. La Tela
    • Il Book club con Giada Vettorato «Preadolescenza consapevole»


    :: Potete trovare Giada:

    • su La Tela (nel ⁠⁠servizio 1-a-1⁠⁠ e in tanti contenuti);
    • sul suo ⁠⁠sito⁠⁠;
    • sul suo ⁠⁠podcast⁠⁠;
    • su ⁠⁠Instagram⁠⁠.


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    30 min
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un viaggio meraviglioso nella genitorialità senza giudizio. come dice Carlotta in un episodio cambiare così tanto che le persone dovranno conoscerti da zero.

fantastico

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Ciao Carlotta, ho iniziato a seguirti su Instagram e poi ho scoperto il tuo podcast.. sono rimasta affascinata dalle tue riflessioni e apprezzo i tuoi contenuti, la qualità di ogni puntata dal punto di vista teorico e pratico. Ascoltandoti ho iniziato un percorso di crescita personale che sentivo urgente dentro di me e che ora, grazie a tutti i tuoi “semini” , mi ha permesso di guardare meglio la bambina che c’è in me e di conseguenza di maturare una nuova visione sull’educazione e sui bambini. Consiglio a tutti di seguire il podcast e di seguire “la Tela”!

Podcast illuminante!

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