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Delitti e Società Segrete

Delitti e Società Segrete

Di: Michele Leone
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Le società segrete esistono, e a volte uccidono. Più spesso, però, qualcuno le ha usate per spiegare un delitto che non sapeva spiegare in altro modo. Distinguere i due casi è il mestiere di questo podcast.In ogni puntata Michele Leone apre il fascicolo di un delitto realmente avvenuto fra il Settecento e la metà del Novecento, e attribuito a una società segreta, a una setta o a una cospirazione. Non è cronaca nera e non è ricostruzione romanzata: è storia documentata, il caso criminale è la chiave che apre l’archivio.Il lavoro parte sempre dalle carte lette in originale - atti processuali, requisitorie, sentenze, statuti e manifesti a stampa, giuramenti sequestrati, prime pagine di quotidiani dell’epoca - e prova a rispondere a a tre domande: che cosa accadde davvero, che cosa i documenti non dicono, e chi ebbe interesse a riempire quel vuoto. Quando una risposta manca.Si va dalle società repubblicane della Francia dell’Ottocento alle organizzazioni segrete irlandesi, americane e mediterranee, seguendo un filo solo: il momento in cui un’associazione smette di essere un’idea e diventa un movente.Michele Leone è storico, saggista e studioso di simbolismo e società iniziatiche. Per Odoya ha pubblicato la Guida alla Massoneria e la Guida alle società segrete.Per ogni puntata è disponibile un fascicolo con i documenti riprodotti, riservato ai mecenati di Lexicon Symbolorum su Patreon: https://www.patreon.com/cw/LexiconSymbolorumMichele Leone Mondiale Scienze sociali
  • Venticinque canne. L’attentato del boulevart du Temple
    Aug 14 2026
    Parigi, 28 luglio 1835. Il re Luigi Filippo passa in rivista la guardia nazionale sul boulevart du Temple. Dalla finestra di un terzo piano fa fuoco una macchina composta di venticinque canne di fucile: muoiono diciannove persone — un maresciallo di Francia, una donna incinta con un figlio in braccio, un apprendista di tredici anni. Il re non ha un graffio.L’uomo che ha costruito l’arma resta ferito dalla sua stessa macchina e viene preso pochi minuti dopo. Per cinque giorni dà un nome che non è il suo. Ma la domanda vera è un’altra: chi ha pagato un uomo che, per denaro, avrebbe fatto qualunque cosa?La risposta porta dentro la Société des Droits de l’Homme et du Citoyen, la maggiore organizzazione repubblicana della Francia di quegli anni, sciolta per sentenza l’anno prima del delitto. Due dei cinque imputati l’avevano diretta. Ma che quella società avesse deliberato l’attentato, negli atti, non c’è.Due giorni dopo la strage, un quotidiano parigino stampa quattro righe che trasformano una coincidenza in un piano. È lì che si vede nascere un complotto.In questa puntata: come si costruisce un’accusa quando mancano le prove, perché otto canne su venticinque colpirono il pubblico invece del corteo, e che cosa dissero due condannati a morte nella notte prima di essere giustiziati.Carte lette per questa puntata: gli atti del processo davanti alla Corte dei Pari di Francia (Parigi, 1836), il manifesto a stampa che l’associazione pubblicò di sé stessa nel 1833, il libro di un informatore di polizia infiltrato nelle società repubblicane, e la prima pagina del Constitutionnel del 30 luglio 1835.Il fascicolo con i documenti riprodotti — la pagina del manifesto, la prima pagina del quotidiano, l’elenco integrale delle diciannove vittime, il giuramento con il pugnale — è riservato ai mecenati di Lexicon Symbolorum: patreon.com/LexiconSymbolorum

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