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Cronache di basket

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Di: Cronache di Basket
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Nient'altro che poesia in movimento.Cronache di Basket
  • La storia di ALLEN IVERSON ||| L'ICONA che ha cambiato l'NBA
    Oct 3 2023

    La storia di ALLEN IVERSON ||| L'ICONA che ha cambiato l'NBA raccontata da Gianluca Fraula.

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    31 min
  • Il PIÙ FORTE a NON AVER mai giocato in NBA ||| LEN BIAS e il DRAFT MALEDETTO
    Feb 16 2023

    Se vi dicessi che alla metà degli anni Ottanta è esistito un prospetto NCAA in grado di mettere in dubbio l’egemonia di Michael Jordan, ci credereste? Un esterno che giocava come MJ, con quella stessa tenacia, ma più alto e con la possibilità di incidere dall’arco più di MJ? Con un jumper ritenuto da compagni e avversari superiore, in termini di qualità, rispetto a quello di Jordan? Uno straordinario ibrido tra il basket degli anni Ottanta e quello che avremmo visto nei decenni a venire. Probabilmente no, pensereste che sono pazzo, perché questo giocatore, in Nba, non si è mai visto. Avreste ragione soltanto in parte. Perché quel giocatore è effettivamente esistito. Ma è morto due giorni dopo essere stato scelto al draft. «Durante quegli anni in ACC, i due giocatori più dominanti che io abbia visto sono stati Michael Jordan e Len Bias». (Coach K) Autunno 1984. I Boston Celtics decidono di assecondare la corte spietata dei Seattle Supersonics, consegnando alla franchigia della Città dello Smeraldo Gerald Henderson, una combo guard che avevano scelto nel 1979 e che aveva impresso il proprio nome nella storia dei Celtics con una mitica palla rubata ai danni di James Worthy in Gara 2 delle Finals del 1984, poi vinte da Boston: i Lakers erano avanti 113-111 con 18 secondi da giocare prima del furto con destrezza di Henderson, che aveva messo a segno il più comodo dei layup. In cambio, Boston ottiene una scelta al primo giro dai Sonics per il draft del 1986. E i Sonics vanno male, malissimo. Il 31-51 finale porta Seattle all’undicesimo posto della Western Conference, vale a dire il secondo peggior record a Ovest. Alla lottery si decidono le prime otto posizioni per il draft. A rappresentare i Boston Celtics, con il suo immancabile sigaro, c’è Red Auerbach. Non è ancora l’epoca delle palline, ma sono direttamente i rappresentanti delle squadre a consegnare, da una gigante sfera trasparente, un logo a testa, andando così a stabilire l’ordine delle prime otto posizioni. New York non va oltre la numero 6, mentre i Celtics, campioni Nba in carica, si ritrovano nelle prime due. Auerbach ride e mette in bocca il suo sigaro, Boston ottiene la scelta numero 2, con i Sixers che vincono la lottery. È un risultato incredibile, perché le prime due scelte vanno a due corazzate: Phila, infatti, si è fermata a un passo dalle finali di Conference, perdendo in sette partite contro Milwaukee, ed è arrivata così in alto grazie a una scelta arrivata tramite trade con i Los Angeles Clippers. Ma il board dei Sixers combinerà un disastro nel corso dell’estate, scambiando la numero 1 con i Cleveland Cavaliers in cambio di Roy Hinson, reduce da un’ottima stagione con i Cavs che non verrà mai più replicata.

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  • Il DISASTROSO fallimento del SUPERTEAM ||| INCUBO Lakers 2012-2013
    Jan 20 2023

    «Questo è uno dei quintetti più talentuosi della storia della Nba». (New York Times)  «Non solo ci aspettiamo che vincano il titolo, ma che lo facciano all’insegna dei record». (Espn)  Queste sono soltanto due delle previsioni che la stampa specializzata aveva prodotto alla vigilia della stagione Nba 2012-13. Riguardavano entrambe la stessa squadra, i Los Angeles Lakers. Chi ricorda bene quell’annata sa già di cosa sto per parlare, chi invece ha la memoria corta, non seguiva l’Nba o aveva semplicemente meglio da fare, può allacciarsi le cinture, perché quello che sto per raccontarvi è uno dei fallimenti più fragorosi della storia della lega. Questo è il disastro dei Los Angeles Lakers 2012-2013.  LE PREMESSE  Campioni Nba nel 2010 agli ordini di Phil Jackson e semifinalisti di conference un anno più tardi sempre guidati da coach Zen, i Lakers avevano iniziato la loro trasformazione nella stagione 2011-12, con Mike Brown in panchina, il tutto dopo aver visto sfumare per volontà di David Stern la trade che avrebbe portato a Los Angeles, sponda gialloviola, Chris Paul. La semifinale di conference persa contro gli Oklahoma City Thunder, futuri finalisti, era parsa una buona base da cui ripartire, pur con alcuni tasselli da sistemare. Il primo, e forse il più importante, nel ruolo di playmaker: quello di CP3, appunto. Dopo anni improntati sull’attacco a triangolo, caro a Jackson e a Tex Winter, l’introduzione della Princeton Offense voluta da Mike Brown richiedeva un play di caratura leggermente diversa rispetto a Ramon Sessions e Steve Blake. Il secondo, invece, riguardava il centro titolare. Andrew Bynum era reduce dalla sua migliore stagione in carriera per punti e rimbalzi, ma a preoccupare i Lakers c’erano due motivi che poco avevano a che fare con il suo talento: la prospettiva di perderlo in caso di mancato rinnovo del contratto e alcune grosse preoccupazioni sulle condizioni delle sue ginocchia.   L’11 luglio, i Los Angeles Lakers annunciano di aver chiuso una trade con i Phoenix Suns: Steve Nash arriva in gialloviola in cambio di due prime scelte e due seconde scelte. Già da qualche anno, l’ex MVP deve convivere con problemi alla schiena: capita di frequente di vederlo seduto o addirittura sdraiato sul parquet durante le soste in panchina. Ha compiuto 38 anni, il passo non è quello degli anni in cui riusciva a dominare la lega, ma rappresenta certamente un upgrade rispetto alla stagione precedente.  Il 10 agosto, un mese dopo la firma di Nash, arriva un altro scambio. Stavolta è un terremoto per la lega. Sono coinvolte quattro squadre. Gli Orlando Magic ricevono Al Harrington, Arron Afflalo, Moe Harkless, Nikola Vucevic, Josh McRoberts, Christian Eyenga, tre prime scelte e una seconda scelta. Ai Denver Nuggets arriva Andre Iguodala. Philadelphia abbraccia Jason Richardson e Andrew Bynum, l’elemento principale sacrificato dai Lakers per arrivare a Dwight Howard. Miglior difensore dell’anno dal 2009 al 2011, miglior rimbalzista dal 2008 al 2010, miglior stoppatore nel 2009 e nel 2010, Howard arriva con due grossi punti interrogativi nonostante il curriculum: la ripresa fisica dopo l’infortunio che lo aveva costretto a saltare quasi metà stagione e il futuro contratto. Howard, infatti, è in scadenza a fine anno e potrà valutare le offerte da free agent. I Lakers, in sostanza, decidono di fare all-in: una stagione ai massimi livelli per dare l’assalto al titolo, poi si vedrà. Nello scambio arrivano anche Earl Clark e Chris Duhon. A posteriori, l’unica scelta azzeccata si rivelerà quella di scaricare Bynum: giocherà solamente 26 partite in carriera dopo la trade prima di ritirarsi.

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    17 min
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