Episodi

  • Perché ho voluto attraversare la Costituzione
    Sep 14 2026
    CostiTUiamoci non è nato per fare una lezione di diritto. È nato per attraversare la Costituzione articolo dopo articolo e chiederci, ogni volta: questa parola grande, dove la incontro nella vita vera?



    In questa puntata conclusiva Marcella ripercorre il senso del viaggio: i diritti che diventano necessari quando mancano, le responsabilità che iniziano quando smettiamo di dire «tanto non cambia niente», la Costituzione come una mappa da abitare e non da lasciare su uno scaffale.



    Siamo arrivati alla fine degli articoli, non alla fine del discorso. Quale articolo vuoi portare con te, nella tua vita quotidiana?
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    7 min
  • Articolo 139 — C’è una cosa che non può tornare indietro
    Sep 14 2026
    L’ultimo articolo della Costituzione è anche il più breve. Dice una cosa sola: la forma repubblicana non può essere messa in discussione. Non può essere oggetto di revisione costituzionale.



    Dopo il fascismo e la monarchia, l’Italia ha scelto che la sovranità appartiene alle persone e che nessuno può ereditarla. È un limite preciso, ma anche una memoria: ci sono scelte collettive che non possono tornare indietro senza tradire la storia che le ha rese necessarie.



    Che cosa significa, oggi, scegliere davvero la Repubblica ogni giorno? Ascoltiamo l’Articolo 139.
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  • Articolo 138 — La Costituzione cambia, ma non di fretta
    Sep 14 2026
    La Costituzione può cambiare. Ma non come una qualunque legge, non in una notte e non per una maggioranza di passaggio. L’Articolo 138 chiede due votazioni, tempo per riflettere e, in alcuni casi, permette alle persone di chiedere un referendum.



    Non è rigidità per principio. È prudenza democratica: le regole che proteggono tutti non si riscrivono con la stessa fretta con cui si cambia idea su tutto il resto.



    Quali cose, nella nostra vita comune, meritano più tempo prima di essere cambiate? Ascoltiamo l’Articolo 138.
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    7 min
  • Articolo 137 — Anche chi custodisce le regole ha bisogno di regole
    Sep 14 2026
    La Corte costituzionale custodisce un confine delicato: controlla le leggi, ma non può essere libera soltanto a parole. L’Articolo 137 stabilisce che anche il suo funzionamento, le garanzie dei giudici e le regole per rivolgersi alla Corte devono essere fissati con precisione.



    E aggiunge una frase senza appello: contro le decisioni della Corte non è ammessa impugnazione. Non perché ogni decisione sia comoda, ma perché qualcuno deve poter mettere un punto quando in gioco ci sono le regole comuni.



    Chi controlla chi custodisce la Costituzione? Ascoltiamo l’Articolo 137.
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  • Articolo 136 — Quando la Corte dice no, una legge si ferma
    Sep 14 2026
    Ci sono momenti in cui la Costituzione non resta sullo sfondo. Se la Corte costituzionale dichiara illegittima una legge, l’Articolo 136 è netto: quella norma smette di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.



    Non è un parere, non è un consiglio. È il modo in cui la Carta protegge le persone da regole che non la rispettano più. Anche una legge, se contraddice i principi fondamentali, può e deve essere fermata.



    Quanto conta sapere che esiste un limite, anche per chi scrive le leggi? Ascoltiamo l’Articolo 136.
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  • Articolo 135 — Quindici giudici, nessuno padrone
    Sep 14 2026
    Chi può decidere se una legge rispetta davvero la Costituzione? Non può essere una persona sola, né un gruppo scelto tutto dallo stesso potere. L’Articolo 135 costruisce la Corte costituzionale proprio così: quindici giudici nominati da istituzioni diverse, con competenze alte e un mandato che non si rinnova.



    È un equilibrio cercato con cura. Perché quando si giudicano le regole di tutti, nessuno dovrebbe sentirsi padrone della partita.



    Quanta fiducia possiamo avere in una decisione se chi la prende dipende soltanto da chi governa? Ascoltiamo l’Articolo 135.
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    7 min
  • Articolo 134 — Anche una legge può sbagliare
    Sep 14 2026
    Una legge viene votata, approvata, pubblicata. Ma non per questo diventa intoccabile. L’Articolo 134 affida alla Corte costituzionale un compito delicato: verificare che le leggi rispettino la Costituzione, risolvere i conflitti tra poteri e giudicare le accuse più gravi rivolte al Presidente della Repubblica.



    È il punto in cui la Carta smette di essere un libro da celebrare e diventa un limite concreto. Perché anche chi ha il potere di fare le regole deve restare dentro regole più grandi.



    Sappiamo riconoscere la differenza tra ciò che è legge e ciò che è davvero giusto? Ascoltiamo l’Articolo 134.
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    5 min
  • Articolo 133 — Cambiare una mappa significa ascoltare chi ci vive
    Sep 14 2026
    Cambiare il nome di un Comune, creare una nuova Provincia o spostare un confine locale può sembrare una faccenda tecnica. L’Articolo 133 ci ricorda invece che quei confini parlano della vita concreta delle persone: dove chiediamo un servizio, chi ci rappresenta, con quale territorio ci riconosciamo.



    Per questo le modifiche non possono arrivare dall’alto come un timbro. La Costituzione chiede l’iniziativa dei Comuni e il parere delle popolazioni interessate.



    Quante volte chi abita un luogo viene ascoltato prima che quel luogo cambi? Ascoltiamo l’Articolo 133.
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    5 min