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Cosa si nasconde realmente dietro l’attacco di Trump al Venezuela?

Cosa si nasconde realmente dietro l’attacco di Trump al Venezuela?

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Cosa si nasconde realmente dietro l’attacco di Trump al Venezuela?Eravamo rimasti al punto che Trump voleva risolvere i conflitti in Ucrainae a Gaza, e ritentare nel 2026 di vincere il Nobel per la pace, ma a dispettodi tutto ciò, gli Stati Uniti inaugurano il nuovo anno con un attacco alVenezuela. Quali sono i reali motivi geopolitici? In realtà, gli apparatiamericani non hanno preso questa decisione all’improvviso, ma il disegnodi far cadere Maduro, l’erede del chavismo la cui dittatura ha provocato unadiaspora di otto milioni di persone circa e una crisi economica catastrofica,covava da tempo nei loro piani. Il motivo dell’attacco americano potrebbeessere quello di salvare il popolo venezuelano dal terribile dittatore? Nonproprio, ci sono motivazioni che vanno al di là di queste nobili intenzioni.Le risposte le troviamo in tre obiettivi geopolitici di Trump. Il primo è unamotivazione di politica interna, elettorale, nell’anno delle elezioni dimidterm, catturando Maduro, il tycoon manda un messaggio chiaro alla suabase elettorale per aumentare il consenso: abbiamo sconfitto il narcotrafficoe fermato i flussi migratori dal Venezuela. Il secondo obiettivo lo troviamoscritto a chiare lettere nel documento strategico della Casa Bianca delloscorso novembre, il National Security Strategy in cui si legge che gli StatiUniti applicheranno un “Corollario Trump” alla storica Dottrina Monroe,ossia il rispristino della loro sfera di influenza sull’“emisfero occidentale”,vale a dire sull’intero continente americano compresa l’America Latina, lorospazio vitale che vogliono interdire ai Paesi nemici. E a questo proposito ilterzo obiettivo ha come oggetto la geopolitica mondiale degli Stati Unitidi ridurre l’influenza di Cina, Russia e Iran nel loro continente.Andando a chiarire i vari punti, l’operazione americana a Caracas, illegaleper il diritto internazionale perché infrange il principio di inviolabilità deiconfini di uno Stato sovrano, va letta, come abbiamo visto, su più livelli.Innanzitutto, il narcotraffico è stato il pretesto per attaccare il Paese perché,secondo l’Onu, il vero carico di droga negli Stati Uniti non arriva dalVenezuela ma da altri Stati come il Messico e la Colombia che oltretuttosono stati già minacciati da Trump e per i quali l’attacco al Venezuela è unmonito. La Casa Bianca innanzitutto voleva deporre il regime socialistavenezuelano contrario all’imperialismo americano, ma non ha optato per unvero e proprio cambio di regime perché la realpolitik dell’amministrazionestatunitense ha scelto di far governare il Venezuela, comunque, allacoalizione chavista senza Maduro che detiene le chiavi del Paese e delbusiness del petrolio. La Presidente ad interim che è la vice del dittatoreDelcy Rodriguez, quindi, è stata messa sotto l’ala americana in quantoconosce perfettamente la macchina dello Stato, del governo e del regime.Lei stessa ha invitato Trump a “lavorare insieme” invocando un rapportorispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da “pace e dialogo, non da guerra”.In realtà, la situazione è in continuo divenire e Trump insiste nel sostenere:“Adesso siamo noi a controllare il Venezuela e la transizione politica” eminaccia un secondo attacco a chi è al potere e non si comporterà comerichiesto da Washington. Trump è contrario a imminenti elezioni e per oranon sostiene la leader dell’opposizione Corina Machado perché è a capo diun fronte politico molto frammentato.Dopo la deposizione di Maduro, il tycoon ha enunciato l’altra ragionedell’operazione americana, ossia il controllo strategico delle risorsepetrolifere di cui finora ha usufruito la Cina. Il Venezuela possiede, in effetti,le più grandi riserve mondiali di petrolio ed esporta l’80% del suo oro neroverso il Dragone. Pechino detiene, inoltre, il debito venezuelano che vieneripagato proprio con il greggio. E quindi Trump vuole smantellare questomeccanismo, estromettendo la Cina dal suo cortile di casa per usufruire delleimmense risorse energetiche del Paese.Ma The Donald nel demolire l’ordine geopolitico latino-americano conl’attacco al Venezuela e l’arresto del suo leader in assenza di un esplicitomandato del Congresso ha fatto saltare le regole del diritto internazionale.La giustificazione americana è di aver messo in galera il leader venezuelanoperché considerato non come un politico ma come un narcotrafficante. Maal di là del fatto oggettivo che la dittatura di Maduro fosse il sommo male,l’operazione Usa è un “pericoloso precedente” come ha dichiarato anche ilSegretario Generale dell’Onu Guterres. In effetti, potrebbe legittimareMosca di proseguire l’aggressione all’Ucraina o ad altri Paesi consideratisotto la sua sfera di influenza, o Pechino di sentirsi libera di sferrare l’attaccofinale su Taiwan da sempre considerata proprio territorio. In questo mondo,già a testa in giù, il cambio delle carte in tavola, e il richiamo alla ...
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