CLUB 27, SAGA DEL ROCK MALEDETTO - VOL 1 Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e il mago copertina

CLUB 27, SAGA DEL ROCK MALEDETTO - VOL 1 Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e il mago

CLUB 27, SAGA DEL ROCK MALEDETTO - VOL 1 Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e il mago

Di: PRIMO LIBERATO
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CLUB 27, SAGA DEL ROCK MALEDETTO - VOL 1 Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin e il mago «1968. Il rock sta morendo e nessuno lo sa. Jim Morrison riceve un avvertimento impossibile: c’è un'entità che uccide le leggende della musica a ventisette anni. Hendrix, Joplin, Brian Jones. Ora tocca a lui. Ma questa volta il Club 27 non vuole morire: vuole combattere.» Acquista l'edizione cartacea su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0G3KZV7NH Scarica l'ebook su Amazon: https://www.amazon.it/CLUB-27-MALEDETTO-Morrison-Hendrix-ebook/dp/B0G3JJ216CPRIMO LIBERATO Musica
  • CLUB 27 – Rock, Morte e Cospirazioni: perché questo romanzo è già un cult
    Nov 23 2025
    ACQUISTA IL LIBRO ORA SU AMAZONAcquista l'edizione cartacea su AmazonScarica l'ebook su AmazonIn questa puntata del podcast, due lettori forti – uno più razionale, l’altro devoto al caos creativo – si confrontano sul romanzo “Club 27 – Saga del Rock Maledetto – Vol.1” di Primo Liberato. Il risultato non è una semplice discussione letteraria: è un duello, un piccolo rito tribale in cui il rock diventa arma, linguaggio e campo di battaglia.L’episodio si apre con una domanda inevitabile: “Che cos’è esattamente Club 27? Un fantasy? Un thriller? Una fanfiction psichedelica? Una bestemmia rock?”La risposta, come scoprirete, è: tutto insieme, e qualcosa di più.I due conduttori ripercorrono la trama follissima, cupa e divertente del romanzo: Jim Morrison, nel 1968, riceve un ultimatum mistico nel deserto del New Mexico. Un mago, un traditore della CIA, gli annuncia che le morti delle star del rock non sono tragiche coincidenze: fanno parte del piano di un’entità antichissima, il Grande Divoratore, che abita nel cuore nascosto del Pentagono e si nutre dell’energia creativa dei profeti della musica.Morrison, incredulo e sbronzo come solo lui sapeva essere, scopre che il destino ha firmato la sua condanna: ventisette anni.Ma non accetta.Non più.È qui che la puntata si scalda: i due commentatori ricostruiscono la formazione del vero Club 27 immaginato da Liberato, non un elenco di morti celebri ma una banda di resuscitati incazzati, che combatte la Storia per sabotarne la deriva oscura. Brian Jones viene strappato dalla sua piscina, Hendrix domina tempeste come un dio elettrico, Janis Joplin firma un patto che le costa qualcosa più della vita, e Syd Barrett apre porte nella mente che nessuno dovrebbe varcare.Il podcast si sofferma su tre elementi chiave:Qui non esistono biografie: esiste la Storia come dovrebbe essere se il rock avesse diritto a vendicarsi.Dal salvataggio di Robert Kennedy alla battaglia sul tetto dei Beatles, l’autore riscrive gli anni Sessanta come un universo alternativo dove realtà, magia, politica e nonsense convivono in modo sorprendentemente armonico.Il Grande Divoratore non è un cattivo monolitico. È un mostro burocratico, un dio senza fede, un’entità che vive di tutto ciò che muore nell’arte.E soprattutto, odia la musica.Il suo scopo? Spegnere ogni voce. Uniformare ogni ritmo. Trasformare il mondo in un silenzio amministrativo.I conduttori si chiedono: “È lui il vero male o è una metafora dei sistemi che ancora oggi spengono la creatività?”Qui la discussione si accende sul serio: uno dei due conduttori vede in Primo Liberato un erede del “gonzo” alla Hunter S. Thompson, un autore che mastica i generi e li risputa brillanti, velenosi, divertenti.L’altro parla di “rock fiction” pura: un libro che sembra scritto con un amplificatore acceso accanto, una scrittura che fonde American Gods, Fight Club e i dialoghi fulminanti di Tarantino.Entrambi concordano su una cosa: Club 27 non è un libro che descrive il rock. È un libro che suona.Un libro che non chiede di essere compreso, ma vissuto.Che non si prende sul serio, ma non scherza affatto.E che soprattutto osa dove tanti romanzi italiani restano prudenti: bestemmie involontarie, ferocia comica, poesia visionaria, un uso dell’ironia come lama affilata.In chiusura, i due conduttori discutono del motivo per cui questo romanzo potrebbe diventare libro generazionale per chi è cresciuto a pane, vinili e teorie del complotto:perché non celebra il rock come museo.Lo celebra come campo di battaglia.E ricordano la sua avvertenza, riportata anche sulla copertina:“Questo romanzo può nuocere gravemente ai lettori privi di immaginazione o di senso dell’umorismo.”Per tutti gli altri, invece, è un viaggio psichedelico da cui si torna più vivi.1. La ricostruzione storica distorta (ma geniale)2. L’antagonista3. Lo stile narrativoACQUISTA IL LIBRO ORA SU AMAZONAcquista l'edizione ⁠cartacea su Amazon⁠Scarica l'⁠ebook su Amazon⁠
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