Ci vorrebbe un amico (La relazione perfetta)
La filosofia della Mangusta 05.06
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Zap Mangusta
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Di:
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Zap Mangusta
A proposito di questo titolo
Capitolo V - Montaigne
Perché abbiamo bisogno di Montaigne, oggi? Perché è un anticonformista che ama le donne, i nativi delle Americhe, gli animali, le piante e tutti i generi e le specie che nel mondo (vive nel Cinquecento) vengono discriminate. Perché vive in un periodo che ha molte analogie con il nostro. Perché vuole una scuola diversa con meno nozioni e più pratica. Perché rispetta le altre culture e crede nell'amicizia. Perché è convinto che la sola cosa che può regalarci la gioia sia il rispetto della nostra vera essenza. Dunque dobbiamo assecondare ciò che siamo. Perché dice che la nostra vita è una melodia complessa, governata da ritmi opposti: il musicista che intenda privilegiarne uno solo, fa una musica scontata e monotona. Perché faceva il sindaco controvoglia. Perché ha scritto i "Saggi": forse il più bel libro di filosofia di sempre.
Episodio 6 - Ci vorrebbe un amico (La relazione perfetta)
Una parte importante dei "Saggi" di Montaigne è dedicata a dimostrare la prevalenza dell'amicizia sugli altri sentimenti. Anche se le opere più belle della letteratura, della musica, dell'arte sono state originate dalle vicende amorose, egli pone l'amicizia sopra tutti gli altri legami, suggerendo però che sono sempre i sentimenti imperfetti, come quello dell'amore, a creare i grandi capolavori dell'arte.
Montaigne distingue però i vari tipi di amicizia: l'amicizia autentica, quella "fiacca", l'amicizia "ordinaria" e la conoscenza. Quindi si sofferma sull'inesplicabilità della "relazione perfetta" che ogni tanto abbiamo la fortuna di provare e che Montaigne aveva instaurato con Etienne della Boetie. Entrambi trasportati dalle loro affinità elettive su una soglia quasi mistica della comunicazione, non avevano bisogno di parole o di particolari gesti per comunicare. Incontro "magico" quello tra i due che, quando vengono presentati, si guardano in faccia perplessi, "come due stranieri senza visto", dice Montaigne.
Il primo scettico come un suricato, che non prende niente sul serio e il secondo, stoico sino al midollo, che trascorre il suo tempo a studiare. Inevitabile che si innamorino perdutamente l'uno dell'altro. Entrambi sposati, Michelle socievole ed eccentrico ed Etienne diplomatico e serioso, nessuno poteva pensare che avrebbero legato. La loro invece sarà una relazione cosi trasparente e idealizzata da sembrare più un' amicizia letteraria che reale. Amicizia importante al punto che la sua vena creativa prenderà consistenza a partire dalla scomparsa di Etienne. Scriverà infatti Montaigne: "Il mio è un umore melanconico, contrario alla mia indole prodotto dalla solitudine nella quale mi son trovato. È stato lui che mi ha messo in mente questa fantasia di scrivere". E dunque grazie Etienne, per quello che ci hai regalato.
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