BRICKSTORM non è un virus, non è un hacker e non è un attacco “come gli altri”.È un’operazione silenziosa che ha già compromesso i sistemi più critici dell’Occidente — senza che nessuno se ne accorgesse.In questo video spiego come funziona l’attacco, dove si nasconde, perché non può essere rilevato dai normali antivirus e soprattutto:perché chi lo controlla sta aspettando il 2028 per usarlo.Se pensi che la cybersecurity sia un firewall o un antivirus… preparati a ribaltare tutto ciò che sai.DESCRIZIONE PER PUBBLICO ESPERTO---Quando la CISA, l'NSA e le agenzie di intelligence dei "Five Eyes" pubblicano congiuntamente un avviso tecnico, il messaggio implicito è lampante: il perimetro di difesa è già caduto. BRICKSTORM, attribuito a UNC5221 (un'unità di cyber-operazioni legata alla Repubblica Popolare Cinese), non è solo un altro sofisticato malware, ma un'architettura che rappresenta un cambio di paradigma per la sicurezza digitale.In questo episodio, analizziamo l'anatomia di un attacco che ha demolito l'illusione della virtualizzazione come "substrato fidato". BRICKSTORM mira a scendere al livello più basso possibile — il Ring -1 — dove risiede l'hypervisor, ovvero il software che gestisce le macchine virtuali, e che decide cosa è "reale" per tutto ciò che gli è superiore. Chi controlla l'hypervisor, infatti, controlla la fisica del mondo digitale.L'innovazione più terrificante di BRICKSTORM è la sua Coerenza: a differenza degli attacchi tradizionali che creano dissonanza, questa minaccia è progettata per essere termodinamicamente coerente con il sistema ospite. Si integra nel "respiro" naturale dell'infrastruttura, nascondendosi nel rumore di fondo dei log di virtualizzazione e utilizzando protocolli nativi per muoversi. Diventa l'ambiente stesso, un "parassita perfetto" che non si manifesta come attacco, ma come una presenza invisibile. I tradizionali strumenti di difesa, come EDR o Antivirus, non rilevano nulla perché l'attaccante controlla la "Matrix" da sotto, manipolando le ombre (la realtà) alla fonte.Affronteremo il territorio inesplorato della minaccia esistenziale all'Intelligenza Artificiale (AI): se BRICKSTORM compromette l'infrastruttura virtualizzata su cui girano gli LLM, le conseguenze sono catastrofiche. L'attaccante può alterare i comportamenti decisionali dell'AI in tempo reale (Lobotomia Silente) o manipolare i dati direttamente nello storage prima che l'AI li apprenda (Avvelenamento della Realtà). È anche possibile copiare i "pesi" del modello, la proprietà intellettuale più preziosa del secolo, senza lasciare traccia nelle API (Esfiltrazione del Pensiero).L'obiettivo di BRICKSTORM va oltre lo spionaggio: è il Controllo della Dipendenza. La capacità di "mettere in pausa" impercettibilmente un settore industriale, di rallentare le transazioni finanziarie di millisecondi cruciali, o di alterare dati logistici o sanitari, costituisce la conquista silente delle leve di controllo della società moderna. Per difendersi da questo attacco concettualmente sofisticato, è necessario un cambio di paradigma epistemologico: smettere di cercare il malware e iniziare a cercare l'incoerenza. La sicurezza non è più un prodotto da comprare, ma la capacità di discernere tra il segnale reale del sistema e il rumore artificiale generato da chi ci sta già osservando da sotto il pavimento.#Brickstorm #CyberWarfare #CriticalInfrastructure #SupplyChainAttack #HypervisorSecurity #FirmwareAttacks #DeepCompromise #ThreatIntelligence #CyberDefense #DigitalSovereignty #Dosadinews #Jackpot2028 #dosadinews #fabioghioni