CONTROLUCE - Ep. 9 | "I vecchi e i giovani: l'Italia che verrà"
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La domanda è semplice, ma divide: ha senso andarci così? C’è chi dice sì, sempre. Perché il Mondiale è il Mondiale. E c’è chi invece pensa che sarebbe l’ennesimo modo per rimandare il problema. Intanto, fuori dal campo, si muove tutto. La Serie A ha scelto Malagò. Quasi tutti i club. Una spinta forte, chiara. Dall’altra parte Abete, che rappresenta continuità e sistema. Non è solo una questione di nomi: è proprio una direzione diversa. Manager contro politica, cambiamento contro gestione dell’esistente.
E non è nemmeno detto che la “rottura” sia automaticamente la soluzione.
Poi c’è il campo, o quello che ne resta. Baldini è stato promosso per le amichevoli di giugno. Una scelta che dice tanto del momento: serve qualcuno che rimetta insieme i pezzi, più che qualcuno che vinca subito. Però il punto è un altro: questa Nazionale ha bisogno di un traghettatore o di un progetto?
Il 3 giugno Lussemburgo, l’8 Grecia. Sulla carta, due test qualsiasi. Nella realtà, potrebbero diventare improvvisamente le partite più importanti degli ultimi anni. Perché in mezzo c’è tutto: un possibile ripescaggio, una federazione da rifondare, una squadra da ricostruire. E soprattutto una domanda che resta lì: vogliamo davvero cambiare, o speriamo ancora che qualcosa ci salvi all’ultimo? L’Italia che verrà passa tutta da qui.
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