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CONSULENTE DEL LAVORO IN AZIONE

CONSULENTE DEL LAVORO IN AZIONE

Di: LA BUSSOLA
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A proposito di questo titolo

Il mondo del lavoro, le sue regole, le sue difficoltà e le preoccupazioni che ci comporta è ben conosciuto dal Consulente del Lavoro che ogni giorno si applica per adottare e fare adottare le migliori soluzioni alle organizzazioni e alle persone.
Gli argomenti sono molto vari e sempre raccontati dai vari professionisti in prima persona e su ciò che mettono quotidianamente in azione.
Spesso il racconto personale riesce a fare intravedere quanta dedizione e preparazione scendono in campo nell'esercizio della professione.Copyright LA BUSSOLA
Economia Gestione e leadership Leadership Management
  • #7-Regolamento aziendale e codice disciplinare
    Jan 8 2026
    Il rapporto di lavoro ha natura complessa, in particolare nelle imprese di medio/grandi dimensioni, in quanto oggi si caratterizza da una molteplicità di obbligazioni che iniziano dalla gestione della prestazione di lavoro e relativa retribuzione,ad una serie di diritti, poteri ed obblighi delle due parti, nonché dalla necessità digarantire correttezza e trasparenza nei rapporti interni.
    Di rilevante importanza sono due specifici poteri,propri ed esclusivi del datore di lavoro, strettamente correlati fra loro ed entrambi espressionedel potere gerarchico: il potere direttivo ed ilpotere disciplinare.Il potere direttivo denota il fondamentale poteredel datore di lavoro, giuridicamente correlato conil dovere di “obbedienza” e “diligenza” del lavoratore.
    Tale potere è riconosciuto all’Art. 2104 c.c.ed assume una funzione cruciale: non si limita adimpartire ordini o ad organizzare l’attività lavorativa, ma deve contemperare l’esercizio dellapropria autorità con il rispetto dei diritti dei lavoratori, delle procedure interne e degli standard dicompliance aziendale.Il potere direttivo è finalizzato ad assicurare l’esecuzione e la disciplina del lavoro (potere organiz-zativo, gerarchico, conformativo) e dunque, datoil consenso al controllo, gli è consentito di prendere i relativi provvedimenti in caso di violazioni:si tratta dunque del potere disciplinare.
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    17 min
  • #6-Nuove frontiere per il benessere aziendale il diritto alla disconnessione-Ambra Laouiti
    Oct 14 2025
    Il benessere in azienda non si improvvisa ma si progetta.
    L’importanza del benessere all’interno dei luoghi di lavoro è oggetto di attenzione non solo a livello aziendale ma anche al superiore livello statale, essendo state promulgate una serie di leggi e di manovre (come l’aumento del capitale minimo per il welfare aziendale dovuto ai dipendenti), nonché un elemento importante di discussione sui tavoli negoziali in sede di rinnovo dei contratti collettivi nazionali da parte delle associazioni sindacali.
    Di tendenza vi sono anche iniziative e risorse operative nelle politiche dell’UE, anche se fino ad oggi (settembre 2025) non esiste una direttiva vincolante ad hoc sui rischi psicosociali “Improving mental health at work”.
    In merito allo sviluppo delle risorse umane merita considerazione il fenomeno globale del “Great Resignation” - l’ondata di dimissioni volontarie - esploso negli ultimi anni: inizialmente negli stati Uniti nel 2021 per poi estendersi anche in Europa e in Italia a seguito della pandemia Covid-19 che ha costretto a cambiamenti radicali nel mondo del lavoro, evidenziando l’impellente necessità di costruire uno sviluppo efficace e ben strutturato.
    Milioni di persone, soprattutto tra i 30 e 45 anni, hanno lasciato volontariamente il proprio posto di lavoro in cerca di soluzioni migliori, di maggior equilibrio tra vita personale e professionale, o semplicemente per dire “basta” a ritmi insostenibili.
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    16 min
  • #5-Giovani e Lavoro Minorile-Ambra Laouiti
    Jul 2 2025
    Ogni sforzo dovrebbe essere promosso da parte di ogniuno di noi per vincere la piaga del lavoro minorile e per consentire ai ragazzi e alle ragazze di tutto il mondo di poter fare ciò che oggi è davvero indispensabile e fondamentale, cioè dedicare gli anni della propria infanzia alla formazione, al rapporto con la famiglia ed al pieno sviluppo della propria personalità.
    Lavorare per la dignità dell’infanzia, per la tutela dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, nel quadro del lavoro minorile è uno dei contributi alla Pace, è uno dei contributi alla reciproca conoscenza tra i popoli e del dialogo multiculturale.
    Nel dizionario italiano la parola “Pace” è sotto la lettera P ma dovrebbe spodestare la lettera A, in riferimento alla “cultura della pace”, dato che è la prima parola dalla quale si possa costruire qualcosa di nuovo, d’importante… ed ora spiego perché.
    Ci sono dati e cifre che parlano da sole. Dovrebbero essere scritte, denunciate, essere la memoria e l’impegno di tutti coloro che ritengono di voler assumersi questa responsabilità: parlano di 1 bambino o bambina su 6 al mondo, che sono sfruttati dalla schiavitù, dalla pornografia, dallo sfruttamento sessuale, a combattere la guerra o essere vittime della guerra.
    Sappiamo tutti che la causa principale dello sfruttamento dei bambini sta nella povertà: la differenza tra i paesi ricchi ed i paesi poveri nel mondo, non sta diminuendo ma in questi anni sta aumentando. Come sta aumentando la disoccupazione e diminuendo al contempo il reddito da lavoro nel Sud del mondo e nel Nord ricco del mondo.
    Le prime cifre indignano e la seconda realtà grida vendetta ma bisogna passare dall’indignazione alla responsabilità.
    La povertà nasce dalle scelte che la determinano, scelte che investono gli organismi internazionali, le imprese, i sindacati, gli adulti tutti.
    È chiaro che l’economia deve obbedire alla politica, il benessere pubblico generale deve guidare le scelte economiche, ma manca sempre un collegamento tra l’uno e l’altro: se non vige una forte politica e forti programmi per il lavoro dignitoso degli adulti e per una politica dell’occupazione per gli adulti, non si può contrastare seriamente il lavoro minorile.
    Il fulcro principale è si la povertà ma esistono anche altre cause: cause familiari e cause sociali. Il lavoro infantile non è solo un problema di come garantire i diritti umani ad una fascia di ragazzi, ma è anche un problema macroeconomico di come costruire e garantire lo sviluppo sostenibile ed equilibrato di intere nazioni.
    Si deve pensare ai ragazzi lavoratori di oggi, quelli che in questo preciso momento sono al lavoro anziché a scuola, che si avvicinano al mondo del lavoro troppo presto senza avere la possibilità di scelte autonome: il lavoro che sostituisce la scuola in età precoce mina la capacità dei giovani di costruirsi una vita indipendente e quindi ha effetti negativi per i decenni successivi.
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    22 min
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