Break Even Point: come capire quando inizi a guadagnare
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A proposito di questo titolo
— Sun Tzu
Questa frase non è solo bella. È vera.
E ogni volta che un imprenditore me la fa vivere sul campo, mi torna in mente. Se non sai dove stai andando,
come puoi decidere se un investimento ha senso?
Come puoi capire se ce la farai a sostenerlo?
Ciao, sono Patrizio Gatti.
Da più di vent’anni sono al fianco di chi fa impresa
e vuole usare i numeri per decidere, non per rincorrerli.
Utilizzando il controllo di gestione e la pianificazione
E proprio da lì si parte. Prima ancora di parlare di Break Even Point, c’è una prima fase che è fondamentale: fare un budget fatto bene
Nel nostro budget dobbiamo riclassificare i costi,
distinguere quelli variabili da quelli fissi. I costi variabili sono quelli che crescono o calano in base ai ricavi:
materie prime, lavorazioni esterne, trasporti, provvigioni. I costi fissi, invece, restano invariati anche se il fatturato cambia:
affitto, canoni di leasing, assicurazioni, spese di struttura, utenze… Solo dopo aver fatto questa distinzione possiamo calcolare il margine di contribuzione,
cioè la differenza tra ricavi di vendita e costi variabili. È da questo passaggio che si arriva al punto di pareggio. Il famoso Break Even Point. Il rapporto tra costi fissi e margine di contribuzione in percentuale.
Un numero semplice, ma prezioso.
Ti dice quando inizi a guadagnare.
E soprattutto, cosa succede se i costi fissi aumentano. Anzi, ti racconto un caso reale che mi è capitato un po’ di tempo fa, nel settore lapideo. Un’azienda che lavora conto terzi mi contatta.
L’amministratore vuole capire se acquistare un nuovo macchinario ha senso. Mi chiede: “Quanti metri di materiale dobbiamo lavorare ogni mese per coprire tutto?” Tutto vuol dire:
costi fissi,
costi variabili,
rate del leasing,
struttura. Insomma: reggere l’impatto dell’investimento senza andare in affanno. Faccio due simulazioni col Break Even Point. Risultato? Per stare in equilibrio,
avrebbero dovuto quasi raddoppiare la produzione mensile. Ma attenzione:
senza la garanzia di avere nuovi ordini,
e con un’impennata dei costi fissi. E se poi quella macchina resta ferma per metà del tempo?
E se il mercato rallenta? Il rischio era alto.
E l’amministratore e i soci hanno capito che non era sostenibile.
Abbiamo valutato un’alternativa:
una macchina più piccola,
meno costosa,
ma comunque capace di migliorare efficienza e tempi. Così: – i costi fissi restano sotto controllo
– il Break Even Point diventa raggiungibile
– e l’azienda non si stravolge per inseguire un’idea che suona bene,
ma non sta in piedi quando metti giù i numeri.
Il Break Even non è solo teoria. È uno strumento concreto e utile.
Serve a fare scelte più sensate,
soprattutto quando ci sono in ballo aumenti di costi importanti. Ti aiuta a ragionare con i numeri,
prima di buttarti a occhi chiusi.
E tu? Prima di investire, o di aumentare le spese,
ti fai questa domanda? “Cosa mi serve per coprire i costi e iniziare a guadagnare?” Oppure ti affidi al caso,
sperando che tutto fili liscio?
Vuoi avere il polso della situazione dei tuoi numeri?
Contattami per un colloquio senza impegno.
Mi trovi su www.patriziogatti.it Un caro saluto
e buon controllo di gestione.
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