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Bastonate

Bastonate

Di: Corriere della Sera - Tommaso Pellizzari
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Un comunista, un fascista e un’amicizia antimafia stroncata da Cosa Nostra.
Una serie del Corriere della Sera in 5 episodi (in uscita ogni mercoledì), scritta e raccontata da Tommaso Pellizzari.
Produzione e adattamento di Carlo Annese, con Piano P, per il Corriere della Sera.
Ha collaborato Enrica Zoleo.

Palermo, 1968: un giovane militante comunista, Giuseppe Carlo Marino, viene accerchiato da un gruppo di militanti neofascisti del Fronte della Gioventù (l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano) che vogliono aggredirlo. Ma uno di loro li blocca: si chiama Enzo Fragalà. Molti anni dopo diventerà un importante avvocato penalista, oltre che deputato di Alleanza nazionale per tre legislature (dal 1994 al 2006).
In quello stesso lasso di tempo, Marino, di formazione marxista-hegeliana, diventa un importante storico della mafia, e un giorno vede comparire nel suo studio proprio Fragalà. L’avvocato gli spiega di essere un estimatore del suo lavoro accademico e, per questo, gli chiede di potere diventare suo assistente in Università, avendo vinto il concorso. Dopo un'esitazione iniziale, il professor Marino accetta, e ne nasce una grande e saldissima amicizia, basata sulla comune sensibilità antimafia, pur nella consapevole differenza di visioni ideologiche e politiche, reciprocamente rispettata.
Enzo Fragalà si trasformerà in un instancabile divulgatore dell’opera del professor Marino, fino al momento della sua morte: il 23 febbraio 2010 l'avvocato ed ex deputato viene aggredito a colpi di bastone sotto il suo studio, di fronte al Tribunale di Palermo. Muore tre giorni dopo per le gravissime ferite riportate: da quel momento, Marino sarà uno dei custodi più scrupolosi della sua memoria.
Il contesto è quello dell’Italia a cavallo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo: l’Italia delle guerre di mafia, degli opposti estremismi, poi della fine delle ideologie e dell’inizio di un’epoca nuova in cui le contrapposizioni politiche sembrano perdere di significato lasciando il posto a un conflitto permanente, privo però della legittimazione reciproca fra avversari.Copyright Corriere della Sera
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  • 5. Il processo. E quello che resta
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    Il racconto in udienza del collaboratore di giustizia che si rivela decisivo per la scoperta di tutta la verità sull’uccisione di Enzo Fragalà, portando alle condanne definitive dei responsabili e di un mandante. Giuseppe Carlo Marino diventa, così, il custode della memoria del suo ex avversario politico, di cui era diventato amico in nome della comune avversione alla mafia: un valore ben più importante delle divergenze politiche con cui entrambi hanno saputo convivere senza mai rinnegarle.
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    Jul 21 2026
    La ricostruzione dell’agguato a Enzo Fragalà, avvenuto il 23 febbraio 2010 e che lo avrebbe portato alla morte tre giorni dopo. Le indagini sull’omicidio e l’avvio del processo, nel quale la modalità con cui l’avvocato gestiva i suoi assistiti emerge come il movente che ha spinto Cosa Nostra a decidere di organizzare una spedizione punitiva a colpi di bastone, poi sfuggita di mano agli esecutori.
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  • 3. Vite diversamente parallele
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    Tra pubblico e privato: da una parte, l’attività di Giuseppe Carlo Marino come storico contemporaneo e della mafia; dall’altra, la carriera di Enzo Fragalà come avvocato penalista e la scelta di diventare assistente del professore di cui era stato avversario politico. Da qui nasce un’amicizia profonda e inattesa, per la quale Fragalà diviene un instancabile divulgatore delle opere di Marino, senza rinunciare alla sua attività di avvocato difensore in molti processi riguardanti Cosa nostra.
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