Antiquariato alchemico copertina

Antiquariato alchemico

Antiquariato alchemico

Ascolta gratuitamente

Vedi i dettagli del titolo

Dodicesima puntata, e il filo è la roba vecchia che nessuno ha il coraggio di buttare: codice che gira da cinquant'anni perché spegnerlo fa paura, e una medicina che ha azzeccato la cosa giusta partendo da premesse completamente sbagliate.

Danilo — il paziente si tiene in vita perché operarlo è più pericoloso della malattia. Aprile 2020, il New Jersey prende duecentomila domande di disoccupazione in una settimana e il portale si pianta; sotto c'è un mainframe di quarant'anni che parla COBOL, e il governatore fa la cosa che nessun politico fa mai: chiede pubblicamente volontari che sappiano ancora scriverlo. Ne arrivano centinaia in un weekend. Nascono dalle pareti. Il COBOL doveva leggersi come una frase in inglese, così che anche il manager capisse — MOVE 100 TO SALDO-CONTO — e oggi muove tremila miliardi di dollari al giorno su righe che nessuno riscrive: l'unica banca che ci ha provato davvero ci ha messo cinque anni e settecentocinquanta milioni. Poi il salto di scala: fino al 2019 il sistema che coordina i lanci nucleari americani passava gli ordini su floppy da otto pollici, e non per trascuratezza — una macchina costruita prima di internet non ha una porta da cui farsi entrare. Stesso principio che tiene in aria i 747, aggiornati per anni da un tecnico con otto dischetti in mano, e che aggiorna ancora gli organi da chiesa: un floppy è inerte, una chiavetta USB no. Il pezzo che commuove è Voyager 1, a ventidue ore e mezza luce da qui: un bit bloccato si mangia il 3% della memoria, e degli ingegneri spezzettano il codice, lo infilano nei buchi rimasti liberi e riscrivono a mano tutti i salti — su una sonda che non si può più toccare. Chiusa: il Millennium Bug non è stato una bufala, è stato risolto — ed è per questo che nessuno ci crede. Il prossimo ha già la data, 19 gennaio 2038.

Irene — l'unico modo di entrare in cattedra è bruciando il libro. Paracelso, all'anagrafe Theophrastus von Hohenheim (sì, quello di Fullmetal Alchemist), si sceglie da solo un nome che significa "oltre Celso": modestia zero, e i contemporanei lo criticano per la blasfemia, ma soprattutto perché è stronzo. Invece che in università va dai chirurghi militari, dai barbieri e dai minatori, e guardando gente che respira polvere tutto il giorno ribalta la dottrina umorale: la malattia non è uno squilibrio interno, è qualcosa che entra da fuori e a cui ognuno reagisce a modo suo. Da lì sola dosis facit venenum — il veleno lo fa la dose — e la cura con sali e minerali, che l'università di Parigi bandisce come barbarie. Il resto è sbagliato e influentissimo: zolfo, mercurio e sale che sono insieme sostanze e anima-spirito-corpo, un macrocosmo che si rispecchia nel microcosmo, gnomi e ondine e silfi e salamandre da cui esce tutto l'occultismo europeo dei secoli successivi, e l'Homunculus con tanto di ricetta: seme umano sigillato in un'ampolla per quaranta giorni. A Basilea inaugura il corso bruciando in piazza il libro di Avicenna, tiene lezione in tedesco invece che in latino.

Un linguaggio che gira sotto le banche perché nessuno sa più cosa succede a spegnerlo, e una dottrina di zolfo e salamandre che ha spostato la medicina di un secolo. In entrambi i casi il contenuto conta meno del fatto che regge — e nessuno se la sente di toccarlo.

Music by Karl Casey @ White Bat Audio

adbl_web_anon_alc_button_suppression_t1
Ancora nessuna recensione