Alle cinque comincia lo spettacolo da «Un Viaggio in Italia» di Guido Ceronetti
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Sul palco, al centro, la banda del Passatore di Brisighella con gruppo di sue ballerine di tenera unghia, scialbine.
Gli uomini vere querce, facce energumene, contenti di rappresentare la Banda di Stefano Pelloni con cappellacci e trombone.
Cristo! Questa è vitalità!
I brisighelli emettono suoni titanici, note telluriche, quadrati e sghembi, tremendi: Lehar e Valencia trattati dai loro fiati diventano furibonde marce da guerra ... Pum! Pum! Tarapum!
Un vecchiaccio spiritato agita l'asta del comando mentre le femmine obbedienti cincischiano il tamburello e i fratelli della frusta battono il tempo con schiocchi durissimi.
L'altoparlante annuncia che la porchetta è speciale e che si vende anche a chili. Da una stufa mobile, avanzo delle guerre patriottiche, si alzano a volo spaghetti, fagioli, carne ...
Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Un Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2024/06/un-viaggio-in-italia-del-1981-1983-di.html
A volte a piedi, a volte in treno, a volte in corriera, sempre con gli scrittori amati nella valigia: così Guido Ceronetti viaggiò in Italia in un periodo di circa due anni, fra il 1981 e il 1983, ispirato dall’editore Giulio Einaudi che aveva intuito sposarsi molto bene la sua indignazione satirica con il resoconto di viaggio.Ceronetti attraversa grandi città e piccole località di provincia, visita piazze, monumenti, musei, ma anche carceri, cimiteri, distretti di polizia, manicomi.Annota i manifesti affissi sui muri, le insegne dei negozi, e denuncia le volgarità che lo feriscono.Ma il libro non è solo un reportage splendidamente fazioso.E’ anche un taccuino affollato di pensieri, di citazioni, di idiosincrasie.
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