#7-Mi si è spezzato il cuore-Raffaella Martini
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Quante volte lo abbiamo pronunciato con un sospiro,
o lo abbiamo sentito dire da un amico dopo una relazione finita o un lutto?
Di solito, lo archiviamo come una licenza poetica, un modo per dare voce a un dolore emotivo così denso da sembrare fisico.
Ma in trent’anni di lavoro, tra i monitor della Terapia Intensiva il Poligrafo nel Laboratorio Interventistico di Emodinamica e il sibilo dell’ossigeno, ho imparato che il cuore può ammalarsi davvero.
Si chiama Sindrome di Tako-Tsubo, o cardiomiopatia da stress.
È una condizione reale, misurabile, quasi incredibile nella sua manifestazione: sotto l’effetto di un’emozione troppo intensa o di uno stress mantenuto troppo a lungo, il cuore cambia letteralmente forma.
Il ventricolo sinistro si gonfia alla base e si restringe all’apice, assumendo la sagoma del tako-tsubo, una trappola giapponese usata per pescare i polpi.
In quel preciso istante, il cuore “stordito” smette di pompare correttamente. Immaginate la scena: una paziente arriva in emergenza — e parlo al femminile perché nel 90% dei casi si tratta di donne — arriva con tutti i segni da manuale di un infarto miocardico acuto.
Dolore toracico che toglie il fiato, elettrocardiogramma alterato, marcatori enzimatici che segnalano un danno cellulare.
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