6. QUANDO NESSUNO CI GUARDA, CHI SIAMO?
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Chiudi la porta di casa. Finalmente sei solo. Nessuno ti osserva, nessuno ti giudica, nessuno si aspetta qualcosa da te. Eppure, quasi senza accorgertene, continui a comportarti come se qualcuno fosse ancora presente.
Ma chi ci guarda quando non c'è più nessuno?
In questo episodio di CONTROCAMPO, insieme a Massimo Silvano Galli, attraversiamo una delle questioni più affascinanti dell'identità umana: quanto di ciò che siamo ci appartiene davvero e quanto continua a vivere attraverso gli sguardi, le parole e le aspettative degli altri?
Dalla psicologia sociale di George Herbert Mead alla rappresentazione quotidiana di noi stessi studiata da Erving Goffman, ci interroghiamo sulle identità che impariamo ad abitare, sulle etichette ricevute nell'infanzia e su quelle voci che continuiamo ad ascoltare anche quando chi le pronunciava non è più accanto a noi.
Ma c'è una complicazione: lo sguardo degli altri non è soltanto ciò che ci limita. È anche ciò che ci riconosce, ci sostiene e contribuisce a renderci ciò che siamo.
Essere soli, allora, significa davvero essere autentici? Oppure anche la nostra solitudine è abitata da qualcuno?
Una conversazione tra psicologia, pedagogia, filosofia e vita quotidiana, per provare a distinguere le parti che abbiamo imparato a interpretare dalla possibilità, sempre incerta, di non doverle interpretare per sempre.