5 Giorni dall'invasione (19.02.2022)
Impossibile aggiungere al carrello
Rimozione dalla Lista desideri non riuscita.
Non è stato possibile aggiungere il titolo alla Libreria
Non è stato possibile seguire il Podcast
Esecuzione del comando Non seguire più non riuscita
-
Letto da:
-
Di:
A proposito di questo titolo
19 febbraio 2022. Mancano cinque giorni all’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Nel Donbas la tensione non diminuisce, anzi. Dopo l’impennata del giorno precedente, il clima resta quello di una crisi fuori controllo: nelle 24 ore fino alla sera del 18 febbraio l’OSCE aveva registrato 1.566 violazioni del cessate il fuoco tra Donetsk e Luhansk, uno dei picchi più alti degli ultimi anni. Il 19 febbraio, mentre i report vengono pubblicati e analizzati, nei territori controllati dai separatisti filorussi si parla apertamente di mobilitazione generale e si continuano a organizzare evacuazioni verso la Russia di donne e bambini, presentate come misure di emergenza contro un presunto attacco ucraino che Kyiv nega.
Intanto, le immagini satellitari diffuse in quei giorni mostrano un aumento costante di truppe, mezzi corazzati e unità logistiche russe attorno all’Ucraina. Le stime occidentali parlano già di 150.000–190.000 militari schierati tra Russia, Crimea occupata e Bielorussia, con ospedali da campo, rifornimenti e assetti pronti al combattimento.
Sul piano diplomatico, i leader del G7 e diversi governi europei invitano Mosca alla de-escalation e alla diplomazia. Il Cremlino risponde accusando l’Occidente di “isteria” e “paranoia”, negando di avere intenzioni aggressive e sostenendo che si tratti di normali esercitazioni.
Proprio il 19 febbraio, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko assistono alle esercitazioni delle forze nucleari strategiche russe, con il lancio di missili balistici e ipersonici. Un segnale politico e militare fortissimo, mentre al confine ucraino la crisi continua a intensificarsi.
Un giorno in cui le parole parlano di difesa e routine, ma i fatti – sul fronte e nei cieli – raccontano che la preparazione alla guerra è ormai completa.