4. Mirella e il colangiocarcinoma
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È una domanda che molti di noi, al suo posto, avrebbero fatto: si tratta, infatti, di un tumore raro e difficile da diagnosticare, che interessa fegato e vie biliari. Ogni anno la sua presenza viene accertata in circa 5.000 italiani. È molto aggressivo, cresce rapidamente e ben il 70% dei pazienti arriva alla diagnosi in fase avanzata.
Come spiega Lorenza Rimassa, a capo dell’Oncologia Epatobiliopancreatica e professore Associato di Oncologia Medica a Humanitas University e all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, per individuare precocemente questa malattia non ci sono pratiche preventive specifiche né programmi di screening. Nella maggior parte dei casi – e così è stato anche per Mirella Ferri – il tumore viene prima operato e poi si ricorre alla chemioterapia. Negli ultimi anni, però, lo scenario sta cambiando: la sopravvivenza media, che un tempo difficilmente superava l’anno, oggi può allungarsi in modo significativo e i pazienti affetti da colangiocarcinoma hanno accesso a nuove terapie mirate.
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