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Sintesi dell'editore

Questo romanzo, rimasto a lungo in lavorazione e pubblicato solo nel 1925, l'ultimo di Pirandello, riesce a sintetizzare il pensiero dell'autore nel modo più completo. L'autore stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo "più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita".

Quella di Vitangelo Moscarda è la storia di una consapevolezza crescente: l'uomo non è Uno, la realtà non è oggettiva. Il protagonista passa dal considerarsi unico per tutti (Uno, appunto) a concepire che egli è un nulla (Nessuno), attraverso la presa di coscienza dei diversi se stesso che via via diventa nel suo rapporto con gli altri (Centomila). In questo modo la realtà perde la sua oggettività e tutto diventa relativo.

Cornice musicale: Ottorino Respighi, "poema autunnale".

©dominio pubblico (P)2018 Silvia Cecchini

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  • Katia
  • 05 11 2018

Inascoltabile!

Ho scaricato il libro perché lo avevo letto tanti anni fa e avevo voglia di emozionarmi di nuovo con tutte le introspezioni di Pirandello. Ed invece che delusione!! La lettura e l’interpretazione sono oscene...una voce che narra senza intonazioni, quasi di corsa e senza un minimo di partecipazione. Mi sono sforzata di continuare ad ascoltare per diversi capitoli, sperando che piano piano migliorasse. Assolutamente no! Non c’è speranza. Il grande Pirandello rovinato così...che grande peccato!