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Qui dovevo stare

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Qui dovevo stare

Di: Giovanni Dozzini
Letto da: Gigi Scribani
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A proposito di questo titolo

Luca Bregolisse, detto il Brego, imbianchino quarantenne che se può lavora in nero, ha un passato da ragazzo dei centri sociali, una moglie a casa a cui non dà mai retta, una figlia piccola, un padre pensionato e comunista - che, quando è stato il momento, ha votato per la mozione Occhetto che ha ammazzato il partito - e un dipendente marocchino di nome Nabil pieno di guai, molti dei quali da ricondurre al figlio minorenne Mohamed, detto Massimino, che spaccia e ogni tanto scompare.

Il Brego lo sa come funzionano le cose, che prima in provincia tutti si stava meglio, senza immigrati e senza ladri, tanto che adesso è giusto pensare al porto d'armi, tra un caffè corretto con il suo amico il Tordo e un'occhiataccia della madre, che da morta gli si è appollaiata tra il sopracciglio e la tempia e non gli parla.

Solo che le cose si complicano quando Massimino torna a casa pestato dalla polizia e poi si dilegua, Nabil smette di presentarsi al lavoro per andarlo a cercare, e la vita quotidiana fatta di paste al sugo, appuntamenti serali e puntate al bar sembra uscire dai suoi binari.

A quel punto, il Brego dovrà decidere se pensare a loro, a risolvere le cose come vorrebbe la moglie Pamela, o pensare a sé come vuole lui e costruirsi un futuro diverso da quello che gli è stato riservato.

Qui dovevo stare racconta sedici giorni tra le maglie di un ragionamento interiore senza scampo e senza sconti, in un'escalation di disillusione e intolleranza, offrendo al lettore un rovesciamento di prospettiva provocatorio sulla mentalità e le scelte politiche di un Paese allo sbando, in cui il tessuto sociale è esploso e chi votava falce e martello oggi vota a destra, perché più del resto vale la paura.

©2021 Fandango Libri (P)2022 Audible Studios
Narrativa di genere Narrativa letteraria
Tutte le stelle
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Libro scritto con stile forte come fosse rock punk..
cattivo come a volte è cattiva la vita.

Bellissimo

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