Onori
Outline, Vol. 3
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Viola Graziosi
«Onori raggiunge la perfezione formale. Cusk ha concluso la sua magistrale trilogia in modo trionfale». Sally Rooney
Una donna in viaggio ascolta un estraneo seduto di fianco a lei mentre parla del suo lavoro, della famiglia e dell'angosciosa notte precedente, trascorsa a seppellire il cane. Faye, scrittrice e io narrante, sta raggiungendo il continente europeo per partecipare a un convegno. Nel caldo afoso, tra pause caffè ed eterne attese di navette che fanno la spola dal ristorante alla sede dei meeting, incontrerà colleghi, giornalisti, organizzatori culturali. Da quelle sue conversazioni emergerà un quadro meraviglioso e terribile di un'umanità confusa, scissa tra ciò che teme di essere e ciò che sceglie di mostrare.
«Cusk ha prodotto qualcosa di radicale e bellissimo... Onori è un libro sul fallimento che in sé non è un fallimento. In effetti, è un successo che lascia senza fiato». The New Yorker
«Preciso e inquietante. Indimenticabile». The New York Times
«Resoconto, Transiti e Onori si stagliano come capisaldi della letteratura inglese del XXI secolo». The Guardian
«Tre romanzi che saranno considerati uno dei capolavori letterari della nostra epoca». The Washington Post
Il libro segue perfettamente la struttura e la costruzione degli altri due, in maniera più celebrale e meno emotiva rispetto al secondo della serie, che mi è parso il più riuscito.
Personalmente ho sempre la sensazione di non capire del tutto l’obiettivo dell’autrice; in particolare nel primo dei tre libri, mi sono sentito piuttosto confuso. Il fatto che non ci sia una risoluzione delle vicende narrate, il fatto che gli incontri siano occasionali e spesso autoconclusivi confonde, ma rappresenta in realtà una forte rappresentazione delle nostre vite, straordinariamente radicata alla realtà.
In definitiva, il concatenarsi di racconti ed esperienze riferite dai narratori incontrati - semplicemente - dà l’impressione di voler essere uno smarrirsi nel piacere e nella tecnica della narrazione, andando ad esplorare che cosa voglia dire “racconto”, sia nel suo aspetto letterario che in quello umano.
Che è rappresentato dal come le persone raccontano se stesse e i personaggi che compongono la propria vita; come percepiscono l’interiore e la realtà, nel descrivere il mondo esterno e le proprie relazioni, quanto riescono ad essere sincere o meno, riguardo il rappresentare il sé e gli altri.
Mi lascia incantato il lavoro sottile dell’autrice (per quanto cerebrale, si potrebbe obiettare), che racconta la soggettività attraverso una voce, lasciando trapelare tra le righe come questa visione potrebbe essere parzialmente o completamente contestabile, se i fatti venissero raccontati da altri personaggi coinvolti.
Si tratta di un talento allenato e meticoloso, preciso e chirurgico, che riesce però a confezionare senza apparenti forzature o psicologismi aggressivi.
Una trilogia di grande maestria e sottigliezza, elegante e interrogativa.
Sottile ed elegante
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