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L'osso di Dio

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L'osso di Dio

Di: Cristina Zagaria
Letto da: Marta Altinier
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A proposito di questo titolo

La scenografia è tortuosa, tra Catanzaro, Lamezia e Vibo. La coreografia è mossa dalla faida di clan e malavita. Qui, Angela Donato, diciassettenne, gira armata e vende armi e liquori di contrabbando, proiettata verso l'illegalità senza temere l'impazienza dei grandi boss: la morte è un rischio troppo frequente per averne paura.

Poi nasce l'amore e Angela si rifugia nella famiglia e in una vita "pulita". Nascono tre figli. A Santo, l'unico figlio maschio, viene imposto di studiare in collegio per tenerlo lontano dalla violenza della piana lametina. Ma il ragazzo sente il richiamo della sua terra e torna a casa. Affiancato soltanto da amici sbagliati, entra in un giro tanto potente quanto pericoloso. Poi l'amore distorto per una donna tagliente.

Il 10 luglio 2002 Santo scompare nel nulla: lupara bianca. Angela è sola, ma non si arrende. Indaga, s'infiltra, si traveste, proprio come un agente di polizia, ma usando le regole, i tempi e i rituali della 'ndrangheta. Trova una pista da seguire. Con la forza e l'amore di madre, riesce a vendicarsi senza armi né sangue, come pochi uomini sono riusciti nella storia, soli contro misteri apparentemente inspiegabili.

©2020 Grandi & Associati S.r.l. (P)2020 Audible Studios
Narrativa biografica Narrativa di genere

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Il racconto non ha avuto necessità di includere elementi romanzati, è la descrizione di una vita, una vita vera alla quale si deve sfuggire (come descrive magistralmente Don Ciotti nella Postfazione), ma nella quale si resta facilmente immersi, vissuti.
Unico neo, la lettrice che, evidentemente non "madrelingua" interpreta solo con spiacevole enfasi parole e suoni dialettali, vanificandone la portata potenzialmente ipnotica. Peccato!

Dolorosamente bello

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Un libro che apre uno squarcio su una realtà ben nota, facendocela vivere dal cuore di una protagonista, dando un'anima a tristi e vergognosi fatti di cronaca che meritano di non essere dimenticati per essere combattuti e sconfitti nella coscienza delle nuove generazioni. Lettrice eccellente. Un libro da leggere con passione fino all'ultima parola.

Intenso e reale

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Talmente noioso da non poter andare avanti nell' ascolto. La lettura è abbastanza valida ma non basta da sola a convincere a finire il libro.

Noioso

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Non so se il romanzo voleva essere “di denuncia”, ma a mio parere ha ottenuto il risultato di COMPIACIUTA RASSEGNAZIONE.
Più volte l’autrice afferma che o te ne vai al nord o finisci c fare il picciotto. Fa dire al protagonista che ha tentato diverse vie alternative: idraulico, muratore ecc. tutti....precari, per poi finire a fare il picciotto.
L’autrice, a mio pare commette due errori. 1) la drangheta, mafia, sono organizzazioni PARASSITE che vivono succhiando risorse alla società civile, infatti a chiedono il pizzo ? Alle imprese, ai bar, ai meccanici, . A chiedono il riscatto per l’auto rubata? Ai lavoratori.2) quindi vuol dire che ci sono normali lavoratori, SOLO CHE E’ più faticoso guadagnarsi da vivere piuttosto che da picciotto.
Infine mi chiedo dove vive L’autrice se considera il lavoro di bidella o in ospedale lavori .....non degni di ...dignità economica.
Per quanto ne so, da Bolzano a Pantelleria ci sono migliaia di persone che darebbero un rene per uno di quei lavori.
L’autrice , forse , teme che senza mafia e camorra non avrebbe soggetti su cui ....campare....

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