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Sintesi dell'editore

In questo racconto lungo Guy De Maupassant, alternando serietà e sarcasmo, propone uno spaccato di borghesi francesi che , vuoti di valori e permeati di ipocrisia, vengono a patti con tutto pur di accaparrarsi una eredità milionaria. Amico di Flaubert. Emile Zola, da cui fu profondamente influenzato, Maupassant spesso ritrae nelle sue opere la stupidità, la cupidigia, la crudeltà e soprattutto la meschinità, e il riso è più amaro che dolce. Cornice musicale di Paul Dukas.

Public Domain (P)2014 Gli Ascoltalibri

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  • Noodlesse
  • 15 04 2018

La felicità è egoista e non vuole estranei

Che bella esperienza di ascolto che proprietà di linguaggio, che ironia. L’ottocento francese è proteico dovrebbe far parte della dieta di qualsiasi lettore. Ho beneficiato del gusto retrò della traduzione, meno dell’uso del condizionale presente al posto di quello passato o dell’imperfetto in luogo del congiuntivo. Maupassant colpisce le convenzioni borghesi fino a sfiancarle, ne mette in ridicolo il senso d’onore e l’ipocrisia, lo strumento con cui il borghese nega a sé stesso l’evidenza dei propri comportamenti e li critica aspramente se a tenerli sono gli altri.

Siete mai stati a Parigi?
<i>Aprirono la vetrata. Entrò un’arietta umida. Fuori c’era un certo tepore, come
d’aprile; e tutti salirono il gradino che separava la sala da pranzo dal largo
balcone. Si vedeva soltanto un vago lucore stagnante sull’immensa città, simile
alle aureole di luce che si mettono attorno alla testa dei santi. In taluni punti il
chiarore sembrava più vivo, e Cachelin cominciò a spiegare: - Guardate, laggiù c’è
l’Eden che brilla a quel modo Ecco la riga dei boulevards. Si distinguono
benissimo. Di giorno, da qui la vista è magnifica. Potete viaggiare quanto vi pare,
ma non trovereste di meglio. Lesable si era appoggiato con i gomiti alla ringhiera accanto a Cora che
guardava nel vuoto, muta, distratta, presa all’improvviso da quel malinconico
languore che talvolta invade l’anima. </i>
Val bene un viaggio…