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Sintesi dell'editore

In una gelida mattina d'inverno, nel retro dell'Acapulco's, uno dei peggiori bar di Torino, viene ritrovato un morto ammazzato. Chi è? Ma soprattutto, chi l'ha fatto fuori, e perché? Massimo, giovane laureato in Lettere che per sbarcare il lunario prepara panini e scongela brioches precotte, non sa nulla di quel cadavere con la faccia spappolata, così come sembra non saperne niente neppure Gervaso detto Gerry, il figlio del padrone del bar, un ragazzotto non proprio sveglio, più interessato a conquistare la bella Sabrina che a fare fatica dietro al bancone... 

A dirigere le indagini con la sua squadra c'è il commissario Gianmarco Martinetto, un poliziotto dal carattere ruvido e apparentemente scostante come la sua città, che deve rimboccarsi le maniche per risolvere questo intricato caso in cui le piste investigative si confondono e si sovrappongono. Dietro l'omicidio c'è forse la mano di una misteriosa mafia veneta che ha il controllo della periferia torinese? Oppure è uno spietato regolamento di conti per una faccenda di droga, o prostituzione? E chi è veramente Gilda, femme fatale che fa perdere la testa a Massimo, bravo ragazzo più a suo agio con le versioni di latino che con i sentimenti? 

In una girandola di irresistibili colpi di scena e con la sua scrittura densa di humour nero, la straordinaria Margherita Oggero ci regala un giallo dal ritmo serrato in cui come sempre Torino, e non solo i suoi abitanti, ha un ruolo da assoluta protagonista: la Torino delle periferie, della clandestinità, del degrado, della convivenza difficile, dimenticata dalla politica ma teatro di grandissima e mai sopita vitalità.

©2018 Mondadori (P)2019 Mondadori

Cosa pensano gli ascoltatori di La vita è un cicles

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  • etrusco60
  • 22/01/2019

puerile e mal interpretato

Trama insulsa, mal sviluppata, protagonisti banali, lettura con toni ridicoli da romanzo Harmony, ho resistito fino a metà pensando “adesso parte, succede qualcosa...” niente da fare, da dimenticare velocemente

4 people found this helpful

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  • Utente anonimo
  • 04/01/2019

deludente

con tutto il rispetto l'autrice e' e resta una profia di latino e greco. Come giallista c é di meglio nel panorama italiano contemporaneo...personaggi stereotipati, senza spessore, storia poco verosimile ed irrisolta. Quanto alla lettura sarebbe stato quanto meno opportuno spiegare a chi legge che chiamare Balon il Balun fa rabbrividire qualsiasi torinese. In conclusione molto deludente.

6 people found this helpful

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  • Cliente Kindle
  • 05/05/2019

FRESCO E MODERNO

Massimo è simpatico, colto, onesto e sensibile. Personaggio molto positivo e attuale. Descrizioni sintetiche e molto efficaci. Linguaggio moderno. Interpretazione magistrale che aggiunge freschezza al contenuto. Però "SARDAGNOLA" usati come aggettivo non esiste. Semmai il dialettale è poco elegante "SARDEGNOLA". Il dialetto è una cosa seria, meglio non avventurarsi se non si è esperti.

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  • marcella
  • 09/03/2019

Lasciato dopo poche pagine

È stato il mio primo libro della Oggero e temo sarà anche l’ultimo. Personaggi prevedibili, lessico piatto, e a peggiorare tutto una lettrice dai toni (per me) incredibilmente irritanti. Abbandonato quasi subito. Mi spiace.

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  • marco sangiorgi
  • 25/09/2020

sono perplesso

Questo libro mi ha lasciato perplesso, è finito improvvisamente senza avere spiegato chi ha ucciso il morto e perché lo ha ucciso

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  • Cliente Amazon
  • 26/07/2020

Bello ma l'audio salta

Simpatico e scorrevole come sempre la Oggero. Letto molto bene. Non dò 5 stelle perché c'è una falla nell'audio (constatata anche cambiando dispositivo) che salta alcune frasi, importanti per la comprensione dello sviluppo della storia.

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  • Utente anonimo
  • 13/06/2020

carino

carino La Oggero è una bravissima scrittrice che viene aiutata anche da una brava lettrice Consegliato

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  • Linda Milesi
  • 22/05/2020

la Oggero è una certezza

piaciuto molto. mi piace molto lo stile della Oggero, i personaggi sono caratterizzati in maniera simpaticissima, pare di conoscerli da una vita. È una storia leggera in cui Torino sta silenziosa sullo sfondo mentre i colpevoli dell'omicidio pian piano vengono scoperti dagli uomini della questura.

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  • vally
  • 10/12/2019

registrazione inceppata

il giallo è avvincente e l' interpretazione è perfetta. peccato che al capitolo due la registrazione si inceppi più volte.

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  • Piergiorgio C.
  • 04/08/2019

De Luca molto brava ma comunque difficile da segui

un milione di digressioni che rendono difficile seguirlo se non si è completamente concentrati e la cosa peggiore è che non finisce: c'è la fine ma il caso non è risolto del tutto praticamente finisce con la vita che continua il che può essere filosoficamente attraente ma io di un giallo preferirei sapere Chi è l'assassino....