S2 E16 | La storia dell'uomo di Lindow: sacrifici umani e psicologia
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L’uomo sapeva esattamente che la sua vita sarebbe finita così, nel fango. Il primo colpo alla testa lo aveva lasciato quasi privo di sensi e incapace di difendersi. I prossimi due gli spaccarono il cranio, e poi successivamente un affilato coltello rituale gli recise la gola con forza inaudita.
La morte si era avvicinata lentamente, e con dolore aveva posto il suo veto ad un’esistenza serena e normale. Ma chi era l'uomo di Lindow? Perché era stato scelto per un destino così terribile? La risposta giaceva nei segni sul suo corpo, segni di violenza che indicavano un omicidio brutale.
Ma c'era di più. L'uomo aveva la ferita caratteristica di un'antica tradizione: il sacrificio umano. La sua vita si svolgeva in un'epoca remota, nell'Età del ferro in Gran Bretagna, dove la vita era difficile e la superstizione regnava sovrana.
Figlio di un’epoca ormai lontana dove la superstizione regnava incontrastata, era stato incoronato come "re dei sacrifici", ovvero come colui che veniva sacrificato per assicurare il ciclo annuale delle stagioni.
La torbiera, tuttavia, l’aveva in un certo senso protetto, conservandone il cadavere per secoli, fino al giorno della sua scoperta, nel 1984…
Esiste una teoria psicologica in grado di dare una spiegazione a tale comportamento, in grado di spiegare perché gli esseri umani portano avanti sacrifici di tale portata.
Scopriamola insieme!
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