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La sposa scomparsa

I delitti del casello | 1

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La sposa scomparsa

Di: Rosa Teruzzi
Letto da: Elisa Giorgio
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Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la madre settantenne Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.

©2020 Sonzogno di Marsilio editori S.p.A. (P)2026 Gruppo Feltrinelli
Detective dilettante Donne detective Investigatori privati Narrativa femminile Poliziesco

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Tutte le stelle
Più rilevanti
ho ascoltato il libro tutto d'un fiato. È stato una bella scoperta e di sicuro entra a far parte della mia libreria dedicata ai libri cozy crime. Unico appunto devo farlo alla lettura di Elisa Giorgio: in questo caso ho dovuto diminuire un po' la velocità. Altrimenti sembrava di corsa. In alcuni frangenti si sente anche che deve riprendere fiato.

attendo il prossimo.

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Non conoscevo questa scrittrice, ma è davvero brava libro molto bello e a tratti divertente. Bravissima la narratrice. Super consigliato

Bellissimo

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Mancano un'ora e 26 minuti alla fine dell'audiolibro e credo d'aver capito cosa mi disturba: innanzitutto la lettura. Benché la voce sia gradevole, la lettura è pesante, soprattutto la madre, mi infastidisce, tanto che il personaggio quasi mi indispone.
La lettura dovrebbe essere più neutra, cosicché sia l'ascoltatore ad immaginare il personaggio, l'interpretazione che fa la lettrice impone la visione che ne ha quest'ultima.
Non mi.piace.
La storia potrebbe essere interessante (non so se ci saranno colpi di scena. Ad un'ora e 26 min. dalla fine tutto molto piatto!), ma anche per il tratteggio dei personaggi, in realta la storia è pesante, lenta...faccio una gran fatica ad arrivare in fondo!
Non provo simpatia per nessuno dei personaggi...
Comunque darò la prova di appello all'autrice e sperem ben!
Sperando che la lettrice, legga e non reciti!

Forse ho capito

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Esordisco con "quando il prossimo???". È un giallo che non punta sull’effetto speciale o sul colpo di scena acrobatico, ma su qualcosa di più sottile e duraturo: la relazione che il lettore costruisce con i personaggi.
La scrittura è fluida, visiva, accogliente. I personaggi non vengono semplicemente descritti: si vedono. Entrano nella scena con naturalezza, occupano lo spazio, parlano con una voce riconoscibile. È facile affezionarsi a Iole, con quella sua umanità un po’ sghemba e atipicità divertente ; a Mantovani, che suscita una simpatia immediata; a Cagnaccio con un'etica e una bontà tutta sua.
Il cuore emotivo del romanzo, però, pulsa soprattutto attorno a Libera, per la quale ho sebtito una comprensione tenera, quasi protettiva, per il suo vissuto e per ciò che non viene mai esibito ma lasciato intuire. È lei la figura che coinvolge davvero, che regge il filo emotivo della storia. Vittoria, pur interessante, mi è rimasta più distante, più osservata che sentita; e poi Ricci, una presenza che affascina e si sente benché discreta. Eppure — ed è questo uno dei meriti dell’autrice — ogni personaggio sembra potenzialmente pronto a diventare il centro prospettico di un racconto futuro. C’è una coralità latente che fa desiderare continuità, una serie, un ritorno. La sensazione è: qui c’è ancora molto da raccontare.
Un capitolo a parte merita la lettura di Elisa Giorgio che è semplicemente magistrale. La sua voce non si limita a leggere: costruisce un’atmosfera. Dà respiro ai personaggi, li differenzia, accompagna l’ascoltatore dentro lo spirito del romanzo con una partecipazione evidente, appassionata, mai invadente. È una di quelle interpretazioni che amplificano il testo, lo valorizzano, lo rendono ancora più immersivo. Grazie a lei, il giallo prende corpo, le emozioni trovano una temperatura giusta, e l’ascolto diventa un’esperienza narrativa piena. Grazie a lei ho scoperto questa autrice

Come mi è piaciuto!!!!

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Sono arrivata al 54% e mi sono stufata perché invece di un giallo era un rosa!
La protagonista è l’unica sana di mente ma è vedova e sessualmente inibita. Tutto il contrario della madre hippy sessuomane e impicciona. La figlia é una poliziotta acida e malmostosa. Sono parecchio infantili e il fastidio é aumentato al punto di mollare la lettura!

Abbandonato perché è un rosa

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