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Sintesi dell'editore

Hellen Alice Brown è una profiler. Era una delle migliori, nel suo lavoro, collaborava con successo a un'unità anticrisi della Omicidi. Finché un fatto ha sconvolto la sua vita. È stata rapita da un serial killer, che l'ha tenuta prigioniera assieme alla figlia della sua migliore amica.

E poco importa che si siano salvate. Il prezzo pagato è stato comunque troppo alto. Così Hellen ha rinunciato al suo primo nome e alla sua vita. Ora è solo Alice, e vive a Torino, dove lavora come ricercatrice per le Nazioni Unite.

Un'esistenza piatta e solitaria. Ma l'uccisione di una ragazza la riporterà in un mondo di morte e pulsioni profonde. Controvoglia Alice accetta di partecipare alle indagini in un susseguirsi di morti misteriose, forse opera di una setta religiosa, legata alla simbologia della Sindone. O di un serial killer.

Sulle strade percorse da un'umanità dimenticata e penetrando i segreti dell’alta società, Alice dovrà rendere conto degli errori commessi in passato e provare a scoprire una terribile verità. Accanto a lei Nunzi, un commissario disilluso e incapace di superare la morte della moglie.

Con una scrittura filmica e incalzante, in un libro pieno di tensione e colpi di scena, Adriana Mazzini, al suo esordio letterario dopo una carriera in un'organizzazione internazionale, racconta la storia di una donna forte e fragile al tempo stesso, che riprende in chiave italiana la lezione delle più grandi autrici thriller del mondo, da Patricia Cornwell a Kathy Reichs.

©2019 HarperCollins Italia S.p.A (P)2020 HarperCollins Italia S.p.A

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  • Utente anonimo
  • 11/10/2020

Ma dai!

Sembra che un giallo debba per forza essere cupo e deprimente in cui tutti i personaggi sono depressi sofferenti, provati dalla vita e un numero importante di essi o loro stretti congiunti siano affetti da malattie incurabili lunghe e dolorose. Non è così :vedi Camilleri, Malvaldi, Comastri Montanari e altri illuminati. Meno male che esistono. . E nemmeno è necessario che la lettura sia fatta come se si dovesse dare notizia di una catastrofe universale sempre sul punto di piangere e nei momenti migliori con una tristezza intima e inamovibile. Non mi è piaciuto.

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  • Elena
  • 30/09/2020

Noia noir a Torino.

Tre o più storie che si intrecciano con la conseguenza che la principale (l’unica che meriti) sia continuamente attraversata da digressioni personali che certo non aiutano. Il noir torinese non sarebbe male, ma... il personaggio principale, la profiler, è un mix di storie già lette e rilette che finiscono con il renderla “di carta”. Inoltre ci si chiede perché introdurre il cane, neanche piccolo, portato raramente a spasso. 😄. Anche il commissario l’abbiamo già trovato in altri libri e la sua storia non interessa e, nonostante l’esasperazione speculare di tutte le vicende, non apporta nada de nada. Profiler sotto mentite spoglie che nessuno all’inizio si fila, commissario strapazzato e stanco, Torino noir ... tagliando due ore non se ne sarebbe accorto nessuno.
La Mari è sempre brava, ma non prende fiato quando passa da una storia all’altra. Quando c’è il punto a capo. Se ci si distrae 30 secondi non si capisce più chi stia “parlando”.

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  • gianni
  • 02/02/2021

Pesante

All inizio mi sembrava avvincente poi noioso noioso ho fatto fatica a finirlo
Speravo in qualcosa di meglio