Il ragionevole dubbio di Garlasco
Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d'Italia
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Gabriele Donolato
A proposito di questo titolo
Ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell'immaginario collettivo, storie capaci di dividere l'opinione pubblica e toccare corde insospettate. Il caso Garlasco è uno di questi: un delitto che ha segnato il Paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. Per anni l'unico indagato è Alberto Stasi, compagno della vittima, il «biondino dagli occhi di ghiaccio». Viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un'altra direzione, il suo alibi viene accertato.
Si può dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? La risposta è no. Da qui parte il racconto di Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse Stasi in primo grado, in un libro che ripercorre - umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico - tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ciò che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all'assunto per cui «meglio un colpevole fuori che un innocente dentro». Dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilità di chi deve giudicare sapendo che non si può scommettere sulla colpevolezza dell'imputato: la posta in gioco è troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente. Una narrazione immersiva, che dal caso di cronaca più discusso di sempre si apre a una riflessione universale sul potere, la conoscenza e il limite umano.
©2026 Mondadori Libri (P)2026 Mondadori LibriIl giudice Vitelli descrive in maniera chiara non solo il caso, ma soprattutto le emozioni e le preoccupazioni che si è trovato a fronteggiare. Una piacevolissima lettura (anzi ascolto) che mi ha reso un po più chiari alcuni dettagli su cui avevo dubbi.
Lettura ottima da parte del narratore.
Chiaro e coinvolgente
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
Bello e sincero
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
emozionante
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Il caso di Garlasco, ancora oggi molto discusso, continua a lasciare, dopo 18 anni, più dubbi che certezze.
Al di là del tema, ciò che mi ha colpito di più è stato il metodo del giudice: l’attenzione, il buon senso e la lucidità con cui ha pesato i vari indizi del caso.
Mi è piaciuto soprattutto quel suo “retropensiero” di buon senso, quasi umano prima ancora che giuridico.
La misura del giudicare
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Onestà e tanta introspezione
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.