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Il cuoco giapponese

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Il cuoco giapponese

Di: Lucia Visonà
Letto da: Stefania Giuliani
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A proposito di questo titolo

Quando Hugo si trasferisce a Parigi per l'università, capisce ben presto che le lezioni alla Sorbona non fanno per lui: molto meglio passare le giornate a bighellonare tra i boulevard, le piazze, gli arrondissement. Nel frattempo, mentre aspetta di capire cosa farà da grande, sbarca il lunario friggendo patatine nella scalcagnata guinguette di un parco appena fuori dalla città. Una sera, poco prima della chiusura, lo avvicina una vecchia signora dall'aria teatrale, avvolta in una pelliccia che ha conosciuto tempi migliori. Madame Laval, che presto lui imparerà a chiamare Margot, ha «uno sguardo divertito, in cui gli sembra di leggere le tracce di una vita interessantissima ma anche la promessa di nuove meraviglie». Mangia e beve a quattro palmenti, lo sommerge di parole, lo chiama «chéri» come se si conoscessero da sempre e poi, con un gioco di prestigio, scompare senza pagare il conto. Da quel momento diventeranno inseparabili: assaggeranno piatti sofisticati, correranno in lungo e in largo alla ricerca di ciò che rimane della Festa mobile, scapperanno da ristoranti costosissimi senza mai passare dalla cassa e stapperanno bottiglie sontuose. Con il suo savoir vivre, Madame Laval farà di Hugo un cuoco sopraffino, gli insegnerà ricette dimenticate, inviterà a cena personaggi che sembrano appartenere a epoche lontane. Anche le amicizie gaudenti e conviviali come la loro, però, devono fare i conti con le incomprensioni, con le mezze verità e con i bocconi amari che, proprio come a tavola, possono rovinare ogni banchetto. L'esordio di Lucia Visonà è una fiaba metropolitana agrodolce come in fondo devono essere i piatti più saporiti. Nelle sue pagine lievi e brillanti, al fascino di una Parigi sempre riconoscibile ma contemporanea si mescola la dolcezza di due personaggi dipinti con l'acquerello, a cui sarà facilissimo voler bene.

©2026 Giulio Einaudi editore (P)2026 Giulio Einaudi editore
Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Storia interessante ma che fa fatica a mio parere a partire. Eccellenti i riferimenti culinari

Bello ma un po’ noioso

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Una storia delicata scritta bene e che ha un appeal internazionale. Un’amicizia improbabile, l’incontro tra generazioni molto diverse eppure complementari. Una sorta di Zia Mame 2.0 o Angeli con la Pistola o molto altro che vi susciterà tenerezza e ammirazione per due personaggi che difficilmente dimenticherete. Un gran bel romanzo che sono certa finirà sul grande schermo. Buona lettura

Una storia deliziosa… in tutti sensi

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Un romanzo tenero e divertente,che parla di amicizia e di cura attraverso la cucina come esperienza di condivisione e di crescita,per diventare alla fine semplicemente se stessi.Tre protagonisti straordinari: Hugo, Margot e ...Parigi!

Un romanzo di formazione sentimental culinaria in salsa parigina

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Il libro più malinconico che abbia mai letto. Dopo i primi capitoli volevo abbandonare ľascolto perché per me troppo deprimente. Poi a poco a poco mi sono lasciata sedurre dal rapporto che si instaura tra i due personaggi, basato su una solitudine disperata. Hugo un ragazzo /uomo senza spessore e Mme Margot un po' malandrina, che vive in un mondo di fantasia, e che "un po' ci è e un po' ci fa" ....
Alla fine ľuomo si riscatta prendendosi cura con misericordia di questa vecchia signora che si rivela in tutta la sua fragilità.
Ottima la lettura. All'inizio mi infastidiva la voce in falsetto di Margot perché mi suonava finta, invece poi ľho apprezzata proprio perché interpreta anche questa sua falsità, nella bolla immaginifica in cui vive.
Originale. Lo consiglio.

Malinconico ma seducente

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