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Gli anni in bianco e nero

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Gli anni in bianco e nero

Di: Francesca Giannone
Letto da: Cristel Caccetta
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Il nuovo romanzo dell'autrice di LA PORTALETTERE e DOMANI, DOMANI

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell’ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni ’60, come nel resto d’Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa.
Così, mentre tutt’intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.

©2026 Casa Editrice Nord (P)2026 Adriano Salani Editore
Narrativa di genere Vita familiare

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Tutte le stelle
Più rilevanti
Bellissimo davvero, pochi romanzi mi hanno preso come queste. Le sorelle sono raccontate a tutto tondo, nemmeno loro sono esenti da sbagli e difetti. Trama ottima, complimenti alla scrittrice.

Stupendo

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La Giannone non delude.
Un romanzo ma anche un documento sulla situazione femminile in Italia negli anni 60.
Splendidamente descritti i personaggi.
Letto magistralmente.

Gran bel libro.

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Un libro meraviglioso, stupendo come solo la Giannone sa fare. Delicato e duro, emozionante, ti lascia senza fiato. Vorrei non fosse già finito.

Meraviglioso

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Libro bellissimo, ma la scelta della voce narrante penalizza molto l’ascolto: l’accento pugliese marcato e poco curato nella dizione può rendere l’ascolto faticoso.
Peccato, perché il romanzo meriterebbe una narrazione all’altezza (come “La portalettere”, letto benissimo da un professionista).

Accento regionale marcato della lettrice

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La storia è avvincente ben scritta e ben costruita. Scorrevole e ben letta.
La lettura l'avrei preferita più professionale, tutte quelle s che diventano z vanno bene nel dialetto o al bar tra amici e li dovrebbero rimanere.

Tanti temi del nostro secondo novecento

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