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Sintesi dell'editore

Dai fasti della Milano da Bere degli anni 80 allo scandalo Tangentopoli, il ritratto spietato e crudele di un Paese senza eroi. Dopo "Confine di Stato" e "Settanta", il terzo e conclusivo volume della Trilogia sporca dell'Italia.

Ljuba Marekovna è soltanto una ragazza cresciuta nei bassifondi di Cracovia, ma è destinata a diventare la Regina della tv privata, una spia senza cuore al soldo del partito comunista e molto altro ancora. Tito Cobra è il primo presidente del consiglio socialista della storia e ha il suo bel da fare a tenere in riga lo Stivale. Andrea Sterling, l'Uomo Nero dei servizi segreti, rischia di smarrire il proprio posto nel mondo dopo il crollo del Muro di Berlino. Salvo Riccadonna detto Dracula, il fiore all'occhiello di Cosa Nostra, è pronto per la mattanza che farà crollare la Cupola. Domenico Incatenato, giudice inflessibile e padre amorevole, si prepara a dar fuoco alla miccia che farà deflagrare il sistema dei partiti e raderà al suolo la prima repubblica.

Sul palcoscenico d'un Italia corrotta e malandata sventola un tricolore fatto a pezzi, mentre i protagonisti lottano all'ultimo sangue tra le ultime propaggini della Guerra Fredda e l'alba del mondo nuovo. Sullo sfondo, gli anni rampanti dello yuppismo e del malaffare di Stato, delle bombe di mafia e delle mazzette: un Paese sull'orlo del precipizio, con le mani imbrattate di sangue e le tasche piene di soldi sporchi. L'Italia, il Paese che amo.


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©2013 Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency (P)2017 Audible GmbH

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  • silvana hb
  • 04 07 2018

Un cocktail indigesto

Una panoramica di 40 anni di storia italiana, verosimile nella descrizione delle vicende, insanguinata dall’inizio alla fine, con una tesi morbosa e complottista, infarcita di sesso e violenza, con alcune notevoli pennellate di buona introspezione. Il melange di storia e romanzo è difficile da dipanare, anche perché cambiare i nomi non basta certamente a evitare che le persone e le vicende non siano riconosciute. mafia e politica, servizi segreti deviati, manipolazioni ad altissimo livello, orge di potere e di sesso, con la cinica e pesante ironia dell’autore. Se Sarasso voleva fare affogare il suo lettore nella cacca ci è riuscito benissimo. Più di una volta avrei voluto interrompere la lettura, anche perché il lettore era molto bravo a rendere l’idea. anche i successi apparenti di uomini onesti come il giudice Incatenato, alla fine sembrano comunque manipolati ad arte, per dimostrare che i cattivi vincono sempre, oppure le vittorie sembrano quelle di Pirro, più squallide che realmente capaci di dire che forse si può alzare ogni tanto la testa. Il protagonista, tra gli altri, il filo rosso attorno alla cui vita ruota l’intera vicenda è un violento senza alcun senso di giustizia e di onore, come del resto chi lo manipola, per molti anni a sua insaputa, per poi gettarlo nel cesso. Dopo oltre 40 ore di ascolto, non basta una spiaggia e una bambina felice a lavare tutto il sangue, il piombo, il denaro a fiumi rubato senza ripensamenti, il fuoco che ha divorato corpi, speranze, sogni e ignari passanti. L’odio gratuito non si smacchia con la sabbia come il vino con il bicarbonato. questo breve commento è per tutta la trilogia sporca dell’Italia. L’autore bisogna dire che è bravo, ha costruito un cocktail con tutti gli ingredienti necessari, sesso quanto basta il più esplicito e dettagliato possibile, naturalmente, violenza a carrettate, filosofia spicciola, riflessioni esistenziali, considerazioni sociali, valutazioni politiche, analisi di mercato, storia e cronaca, stampa e persino un approccio diretto al lettore, quando lo scrittore occhieggia fingendo di pentirsi di aver esagerato a commentare uno o più spot televisivi delle “private” nascenti. Non mancano naturalmente le questioni raziali, i gay di tutti i generi e lo sfoggio di una vasta conoscenza delle firme e degli abbigliamenti, delle armi e delle auto, come il gusto per descrivere i “tipi” come maschere della commedia-tragedia dell’arte. Non lo consiglierei e mi spiace che l’interprete sia stato costretto a leggere tanto marcio che cola. Potrà dirmi l’autore che voleva proprio che si capisse in che paese vive, che altre letture sono ingenue, falsamente innocenti e perbeniste, che in fondo l’essere umano è un errore della natura tanto è deviato e corrotto, ma io non posso pensare che il mondo sia tutto così, che non ci sia un sacco di brava gente, che le reazioni sono tutte frutto di abile manipolazione mediatica o politica o entrambe. La compassione è una realtà autentica, la possibilità di gioire non è solo un problema di glicemia, le relazioni a volte sono persino commoventi e capaci di durare una vita senza essere legate da tradimenti e violenza, inganni e sopprusi, complicità e solitudine.