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Cuore del Sahel

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Cuore del Sahel

Di: Amal Djaili Amadou, Giovanni Zucca - traduttore
Letto da: Lucia Valenti
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A proposito di questo titolo

Faydé ha preso la sua decisione. Andrà a Maroua, a servizio nella casa di qualche fulani benestante, come hanno fatto le sue amiche, che tornano al villaggio per le festività ben vestite e cariche di doni per le proprie famiglie. Per sua madre, Kondem, la sola idea è insopportabile. Lei sa bene che vita fanno le domestiche in città, e non vuole che sua figlia sperimenti sulla propria pelle la stessa sofferenza e la stessa umiliazione che l'hanno fatta tornare in montagna giurando: mai più. Ma Faydé la riporta alla realtà: che futuro ci può essere dove la terra è arsa, i raccolti sempre più scarsi, la sicurezza minata dall'incalzare dei miliziani di Boko Haram? Il marito di Kondem, Douala, è sparito, nessuno sa dove sia, se rapito, arruolato, oppure morto, e Kondem ha dei figli da sfamare. Col cuore pesante, non può che lasciarla andare. Faydé è sveglia e impara presto, soprattutto la legge antica che governa le relazioni sociali fra i padroni e la servitù: «una domestica resta una domestica, anche se fa un buon lavoro e viene apprezzata. Non farà mai parte della famiglia», le rammenta l'amica Bintou.

Con coraggio e intelligenza pian piano trova il suo posto e impara a difendersi dagli occhi che la scrutano e dalle mani che la cercano come una potenziale preda. Il vero pericolo si annida però dentro di lei, in una passione tanto travolgente quanto impossibile che vince la sua anima ancora pura. E lì, a Maroua, persino l'amore più sincero parla la lingua dell'esclusione e del determinismo sociale. Con la scrittura limpida che l'ha rivelata al grande pubblico con Le impazienti, Djaïli Amadou Amal ci consegna un altro potente ritratto femminile e ci conduce per mano in un viaggio al termine di una notte lunghissima e impenetrabile. Ma, nonostante tutto, all'orizzonte scorgiamo una luce di speranza, di fiducia nella forza nesauribile che ciascuna donna sa trovare dentro di sé. E che può cambiare le cose, persino nel cuore spietato del Sahel.

©2022 Solferino (P)2025 Audible GmbH
Afroamericani Letteratura mondiale

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Con scrittura semplice, lineare ma non piatta, l’autrice descrive la realtà delle donne nel Camerun odierno, prima nella realtà rurale e poi cittadina, utilizzando tempi tutti al presente e con una comunicazione legata al quotidiano e alle piccole cose, che mi ricorda in molti tratti Elsa Morante.

Nella prima parte, in maniera molto interessante, il libro racconta tramite fiction la dimensione delle molte donne che si trasferiscono dai villaggi rurali alle principali città del Camerun, alla ricerca di lavoro e in fuga dall’impoverimento generato nelle campagne dal cambiamento climatico. Il destino diffuso è entrare al servizio delle famiglie più ricche, e le vicende piene di conflitti rappresentano un intreccio che spazia dal contesto sociale alle condizioni economiche e organizzative delle famiglie borghesi, ai rapporti tra le diverse etnie e religioni, ai diversi ruoli nella stratificata e settaria società camerunense.

Nella seconda parte il libro indulge di più ad alcuni tratti romantici e sentimentali, quindi per il mio gusto personale perde leggermente di mordente.
Resta il fatto che queste vicende sono contestualizzate alla realtà sociale e vanno a descrivere rapporti di forza/sopruso sia fra donne e uomini in generale, che tra classi differenti. Conserva quindi una valenza descrittiva sociale non indifferente.

Non conosco l’autrice e non so se si rivolga a un pubblico africano o europeo; rispetto ad altri libri del genere le descrizioni sono meno ricche, il contesto culturale meno descritto e più essenziale.
Questo può essere interpretato sia in maniera negativa (come mancato approfondimento), come in maniera positiva, in quanto non ci fornisce un’immagine stereotipata e folcloristico/turistica del paese.

Bello il finale aperto, bello il contrasto fra la descrizione realistica della condizione della donna e un certo ottimismo combattivo di fondo.

Snello e interessante

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