• Come cavalli che dormono in piedi

  • Di: Paolo Rumiz
  • Letto da: Riccardo Mei
  • Durata: 9 ore e 19 min
  • Versione integrale Audiolibro
  • Categorie: Storia, Militare
  • 4,5 out of 5 stars (167 recensioni)

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Sintesi dell'editore

Nell'agosto del 1914, più di centomila trentini e giuliani vanno a combattere per l'Impero austroungarico, di cui sono ancora sudditi. Muovono verso il fronte russo quando ancora ci si illude che "prima che le foglie cadano" il conflitto sarà finito. Invece non finisce. E quando come un'epidemia si propaga in tutta Europa, il fronte orientale scivola nell'oblio, schiacciato dall'epopea di Verdun e del Piave. Ma soprattutto sembra essere cassato, censurato dal presente e dal centenario della guerra mondiale, come se a quel fronte e a quei soldati fosse negato lo spessore monumentale della memoria.

Paolo Rumiz comincia da lì, da quella rimozione e da un nonno in montura austroungarica. E da lì continua in forma di viaggio verso la Galizia, la terra di Bruno Schulz e Joseph Roth, mitica frontiera dell'Impero austroungarico, oggi compresa fra Polonia e Ucraina. Alla celebrazione Rumiz contrappone l'evocazione di quelle figure ancestrali, in un'omerica discesa nell'Ade, con un rito che consuma libagioni e accende di piccole luci prati e foreste, e attende risposta e respira pietà - la compassione che lega finalmente in una sola voce il silenzio di Redipuglia ai bisbigli dei cimiteri galiziani coperti di mirtilli. L'Europa è lì, sembra suggerire l'autore, in quella riconciliazione con i morti che sono i veri vivi, gli unici depositari di senso di un'unione che già allora poteva nascere e oggi forse non è ancora cominciata.


>> Questo audiobook in edizione integrale vi è offerto in esclusiva per Audible ed è disponibile solamente in formato audio digitale.
©2014 Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l. (P)2017 Audible Studios

Cosa pensano gli ascoltatori di Come cavalli che dormono in piedi

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  • Velia
  • 19/10/2018

Argomento sconosciuto ai più

Dopo un primo disorientamento perché mi aspettavo una ricostruzione storica sono stata catturata dallo stile evocativo ed immaginifico non privo però di riferimenti documentali che mi hanno stimolato a fare ricerche sull'argomento. Mi sono tornati alla mente i nostri cimiteri di guerra, non quelli "ufficiali" e celebrativi, ma quelli dove riposano gli "italiani con la divisa sbagliata", il cimitero di Dobbiaco ma soprattutto quello di Brunico dove riposano insieme i caduti di guerra senza distinzione di lingua o fede religiosa perché la morte rende tutti uguali.

6 persone l'hanno trovata utile

  • Generale
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  • Lettura
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  • Storia
    5 out of 5 stars
  • ALE FABIO ALE
  • 24/11/2019

Trieste "mia".

Paolo Rumiz è una celebrità, penna notevolissima, viaggiatore, animo errante e inquieto, spesso ruvido e spigoloso...
Tutti tratti tipici triestini. La sua prosa non è sempre semplice, ma evocativa. La guerra è guerra, sempre, la guerra è morte, non si vince, si perde, sempre. La lettura struggente , emozionante, poetica e graffiante di Riccardo Mei, ha risvegliato in me quel sentimento, quando raccontando dello sconforto provato da Rumiz , nel sacrario di Redipuglia decide di seguire le voci di quei militari italiani e di spingersi fino alla sperduta Galizia e di ripercorrere il sacrificio dei tanti italiani che combatterono dalla parte sbagliata, come suo nonno, o meglio combatterono a favore di quella che allora era la loro patria. E con la voce di Riccardo, anche io mi sono ritrovata a fare lo stesso viaggio. Il nonno Ferruccio tornò, ma la sua esperienza divenne un tabù nella sua Trieste diventata italiana. E l'Italia ha dimenticato questi soldati, per loro nessuna celebrazione, nessun monumento, solo l'oblio e la vergogna per aver combattuto dalla parte sbagliata. Una frase letta da Riccardo Mei mi ha colpito:" i morti aiutano, per capire i vivi di oggi."
Libro struggente. Sono stata costretta a riprendere l'audio più volte. Ascoltare la storia di Trieste attraverso la voce di Riccardo, così vera, evocativa mi ha straziato l'anima triestina che vive in me.
E smosso il pianto. Perché a Trieste vive la mia anima.
Lodevole Rumiz. Lodevole Riccardo Mei.
Grazie a entrambi dal profondo del mio cuore. Un 10 pieno al coraggio di Riccardo per aver letto interi tratti in dialetto triestino e in tedesco. Due lingue non semplici.
Chapeau! Egregio Audible,Riccardo Mei è una delle migliori voci tra tutte quelle della sua piattaforma.



3 persone l'hanno trovata utile

  • Generale
    2 out of 5 stars
  • Lettura
    4 out of 5 stars
  • Storia
    1 out of 5 stars
  • Guido Paleari
  • 22/05/2019

Lettura piacevole, contento discutibile

Troppo romanzato, troppi voli pindarici, poco realistico e con lacune storiche evidenti. No buono. Mi aspettavo di meglio.

2 persone l'hanno trovata utile

  • Generale
    5 out of 5 stars
  • Lettura
    5 out of 5 stars
  • Storia
    5 out of 5 stars
  • daniele
  • 25/09/2018

Come cavalli che dormono in piedi

Splendido, struggente, onirico, narrato in maniera eccellente. Davvero di grande e profonda bellezza. Racconti della memoria da non dimenticare

2 persone l'hanno trovata utile

  • Generale
    5 out of 5 stars
  • Lettura
    2 out of 5 stars
  • Storia
    5 out of 5 stars
  • isabella zisa
  • 22/03/2020

da leggere!

libro bellissimo. lettore non adatto perché incapace a riprodurre il dialetto triestino o il tedesco, quindi si perde molta atmosfera. peccato.

1 persona l'ha trovata utile

  • Generale
    5 out of 5 stars
  • Lettura
    5 out of 5 stars
  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Nicola
  • 21/04/2022

Paolo Rumiz da luce alla stupidità della guerra

Paolo Rumiz ci porta a camminare assieme ai soldati austro ungarico e italiani che combatterono e dei quali anni e libri di storia hanno cercato di nascondere le vicende e le sofferenze ! Memoria di un Europa che oggi come allora dimentica le
Sue guerre !

  • Generale
    5 out of 5 stars
  • Lettura
    4 out of 5 stars
  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Cliente Amazon
  • 11/10/2021

Bello

Bellissimo racconto di un’Italia sconosciuta alla maggioranza degli italiani. Il ping pong tra le varie epoche a volte confonde.

  • Generale
    5 out of 5 stars
  • Lettura
    5 out of 5 stars
  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Simo
  • 01/08/2021

Con la luce del cuore

Un libro da meditare, un viaggio da percorrere, una riscoperta di se’ e della propria storia… un dono di paolo

  • Generale
    4 out of 5 stars
  • Lettura
    2 out of 5 stars
  • Storia
    5 out of 5 stars
  • Amazon Kunde
  • 26/07/2021

Da leggere, non da ascoltare

Ho trovato la materia trattata in questo libro estremamente interessante, il modo di scrivere appassionato, che mantiene sempre viva l’attenzione dell’ascoltatore.
Personalmente, trovo che molte immagini, poetico-evocative nell’intenzione dell’autore, siano decisamente forzate, oserei dire quasi al limite del ridicolo (come “gli aceri dai forti bicipiti”, oppure le locomotive che gonfiano le vene del collo...).
Ho anche l’impressione che questo libro non sia particolarmente adatto a essere ascoltato e che andrebbe piuttosto letto, in modo da “sentire” interiormente il ritmo della prosa di Rumiz.
Il problema maggiore però, e la ragione principale per cui il formato audio è secondo me inadeguato, sono le storpiature del narratore nella pronuncia dei molti termini stranieri. Certamente in questo libro il compito è estremamente arduo, data la quantità dei vocaboli e frasi in varie lingue, ma devo anche dire che questo deficit nella lettura l’ho riscontrato in molte altre produzioni Audible, pure molto meno ostiche sotto questo aspetto.

  • Generale
    2 out of 5 stars
  • Lettura
    4 out of 5 stars
  • Storia
    2 out of 5 stars
  • Client d'Amazon
  • 13/07/2021

interrotto

È la prima volta che mi accosto a Rumiz. L'argomento e' interessante, ma la prosa proprio non mi piace. Anche se malvolentieri ho interrotto l'ascolto: otto ore di immagini oniriche sono troppe!

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  • Generale
    4 out of 5 stars
  • gran 80
  • 09/05/2017

An account of WWI 1914-1918

The author is a journalist from Trieste, Italy. He is visiting Redipuglia, a neighboring memorial to the fallen soldiers in the WWI, describing the absence of names from Trieste. He takes us on a search from Austria to Eastern Europe to find out what happened to the young italian recruits who were called up to fight for the austrian emperor. We discover a region called Galizia under the austro hungarian empire. In total 400,000 died in the Carso during the WWI. The book is well written. Again I enjoyed the narrator even though he could not master the triestin dialect! It is interesting how the map changed after 1918.
It is a sad story, which the author needed to tell. He does praise the modern Austrian attempts to honor the many burial grounds of unknown soldiers of WWI, and the austrian authorities help in his endeavour.