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Sintesi dell'editore

Nell'agosto del 1914, più di centomila trentini e giuliani vanno a combattere per l'Impero austroungarico, di cui sono ancora sudditi. Muovono verso il fronte russo quando ancora ci si illude che "prima che le foglie cadano" il conflitto sarà finito. Invece non finisce. E quando come un'epidemia si propaga in tutta Europa, il fronte orientale scivola nell'oblio, schiacciato dall'epopea di Verdun e del Piave. Ma soprattutto sembra essere cassato, censurato dal presente e dal centenario della guerra mondiale, come se a quel fronte e a quei soldati fosse negato lo spessore monumentale della memoria.

Paolo Rumiz comincia da lì, da quella rimozione e da un nonno in montura austroungarica. E da lì continua in forma di viaggio verso la Galizia, la terra di Bruno Schulz e Joseph Roth, mitica frontiera dell'Impero austroungarico, oggi compresa fra Polonia e Ucraina. Alla celebrazione Rumiz contrappone l'evocazione di quelle figure ancestrali, in un'omerica discesa nell'Ade, con un rito che consuma libagioni e accende di piccole luci prati e foreste, e attende risposta e respira pietà - la compassione che lega finalmente in una sola voce il silenzio di Redipuglia ai bisbigli dei cimiteri galiziani coperti di mirtilli. L'Europa è lì, sembra suggerire l'autore, in quella riconciliazione con i morti che sono i veri vivi, gli unici depositari di senso di un'unione che già allora poteva nascere e oggi forse non è ancora cominciata.


>> Questo audiobook in edizione integrale vi è offerto in esclusiva per Audible ed è disponibile solamente in formato audio digitale.
©2014 Giangiacomo Feltrinelli Editore S.r.l. (P)2017 Audible Studios

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Storia

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  • Velia
  • 19/10/2018

Argomento sconosciuto ai più

Dopo un primo disorientamento perché mi aspettavo una ricostruzione storica sono stata catturata dallo stile evocativo ed immaginifico non privo però di riferimenti documentali che mi hanno stimolato a fare ricerche sull'argomento. Mi sono tornati alla mente i nostri cimiteri di guerra, non quelli "ufficiali" e celebrativi, ma quelli dove riposano gli "italiani con la divisa sbagliata", il cimitero di Dobbiaco ma soprattutto quello di Brunico dove riposano insieme i caduti di guerra senza distinzione di lingua o fede religiosa perché la morte rende tutti uguali.

5 su 5 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • Guido Paleari
  • 22/05/2019

Lettura piacevole, contento discutibile

Troppo romanzato, troppi voli pindarici, poco realistico e con lacune storiche evidenti. No buono. Mi aspettavo di meglio.

2 su 2 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • daniele
  • 25/09/2018

Come cavalli che dormono in piedi

Splendido, struggente, onirico, narrato in maniera eccellente. Davvero di grande e profonda bellezza. Racconti della memoria da non dimenticare

2 su 2 utenti hanno ritenuto utile questa recensione

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  • ZAZICHI
  • 24/11/2019

Trieste "mia".

Paolo Rumiz è una celebrità, penna notevolissima, viaggiatore, animo errante e inquieto, spesso ruvido e spigoloso...
Tutti tratti tipici triestini. La sua prosa non è sempre semplice, ma evocativa. La guerra è guerra, sempre, la guerra è morte, non si vince, si perde, sempre. La lettura struggente , emozionante, poetica e graffiante di Riccardo Mei, ha risvegliato in me quel sentimento, quando raccontando dello sconforto provato da Rumiz , nel sacrario di Redipuglia decide di seguire le voci di quei militari italiani e di spingersi fino alla sperduta Galizia e di ripercorrere il sacrificio dei tanti italiani che combatterono dalla parte sbagliata, come suo nonno, o meglio combatterono a favore di quella che allora era la loro patria. E con la voce di Riccardo, anche io mi sono ritrovata a fare lo stesso viaggio. Il nonno Ferruccio tornò, ma la sua esperienza divenne un tabù nella sua Trieste diventata italiana. E l'Italia ha dimenticato questi soldati, per loro nessuna celebrazione, nessun monumento, solo l'oblio e la vergogna per aver combattuto dalla parte sbagliata. Una frase letta da Riccardo Mei mi ha colpito:" i morti aiutano, per capire i vivi di oggi."
Libro struggente. Sono stata costretta a riprendere l'audio più volte. Ascoltare la storia di Trieste attraverso la voce di Riccardo, così vera, evocativa mi ha straziato l'anima triestina che vive in me.
E smosso il pianto. Perché a Trieste vive la mia anima.
Lodevole Rumiz. Lodevole Riccardo Mei.
Grazie a entrambi dal profondo del mio cuore. Un 10 pieno al coraggio di Riccardo per aver letto interi tratti in dialetto triestino e in tedesco. Due lingue non semplici.
Chapeau! Egregio Audible,Riccardo Mei è una delle migliori voci tra tutte quelle della sua piattaforma.



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    4 out of 5 stars
  • lucrezia
  • 02/10/2019

omaggio ad un piccolo fante

da Trieste a Mosca , a Redipuglia ,un dolce saluto a militi dimenticati , un forte impulso ad una Europa solidale , da un grande maestro.

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  • Marco
  • 31/08/2019

esperienza

stupendo libro su una delle più grandi sciagure dell'uomo Qual è la guerra vista da un'angolazione differente dal nostro grigio verde

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  • Simone Obertini
  • 06/08/2019

troppe volte fuori tema

libro letto in maniera impeccabile con una interpretazione che sa farti immedesimare nel racconto.
l'autore però, nonostante il narrato interessante, continua ad andare fuori tema ed al decimo ricordo dei treni della Shoah ho deciso di interrompere l'ascolto.
tutti conosciamo la storia tragica del nazismo e delle repressioni razziali, ma da questo libro volevo apprendere di un altro periodo storico.

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  • Giuseppe
  • 20/02/2019

il giornalista e lo storico<br />

La penna del giornalista rende agevole il sentiero che altrimenti la lezione dello storico avrebbe reso inaccessibile

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  • ajcrowley
  • 18/02/2019

viaggio emozionale nella storia europea

un diario di viaggio sui campi orientali della prima guerra mondiale e nelle memorie degli uomini che hanno combattuto pianto gridato e provato paura ma anche riso e fatto amicizia con il cosidetto nemico che a volte era più amico dei propri ufficiali e governi... bellissimo e coinvolgente (anche nella interpretazione ottima nonostante le difficili parti in dialetto). da ascoltare con calma attenzione.

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  • Cliente Amazon
  • 01/02/2019

Ombre illuminate sui fronti della Grande Guerra

Viaggio tra i confini orientali della GG alla ricerca di storie finalmente raccontate, fondamentali per guarire la nostra Europa. Luoghi ed emozioni rivissute da non perdere.

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  • gran 80
  • 09/05/2017

An account of WWI 1914-1918

The author is a journalist from Trieste, Italy. He is visiting Redipuglia, a neighboring memorial to the fallen soldiers in the WWI, describing the absence of names from Trieste. He takes us on a search from Austria to Eastern Europe to find out what happened to the young italian recruits who were called up to fight for the austrian emperor. We discover a region called Galizia under the austro hungarian empire. In total 400,000 died in the Carso during the WWI. The book is well written. Again I enjoyed the narrator even though he could not master the triestin dialect! It is interesting how the map changed after 1918.
It is a sad story, which the author needed to tell. He does praise the modern Austrian attempts to honor the many burial grounds of unknown soldiers of WWI, and the austrian authorities help in his endeavour.