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Sintesi dell'editore

L'ennesimo libro sulla resistenza?N o, questa testimonianza è distantissima dallo stile retorico o ideologico di altre opere. Non ha pretese storiche, ma racconta vicende vissute. L'inizio della narrazione fa già capire lo stile con cui si dispiega il racconto di vita vissuta: "Era il mese di giugno del 1944 quando io, Mino Chelo, mio fratello Carlo e l'amico Roberto Scotti decidemmo di andare sui monti. Io e Roberto eravamo renitenti alla leva, mio fratello, allora diciassettenne, si aggregò. Avevamo sentito dire che sui monti si riunivano coloro che non aderivano alla Repubblica Sociale Italiana: i cosiddetti partigiani. Uscimmo di casa con i soli indumenti che eravamo soliti indossare, non avevamo viveri, non avevamo soldi e anche le scarpe erano quelle "da passeggio".

Uno stile semplice, sobrio e autentico che non lascia spazio a dietrologie di alcun genere, reso ancora più apprezzabile dalla viva voce dell'ottantacinquenne lettore, autore del libro e protagonista della vicenda narrata.L'incontro con i partigiani dei monti sopra La Spezia, la relazione non facile con il comando inglese, la genuinità di alcuni e la durezza di altri protagonisti fanno da cornice al racconto: l'esperienza di un giovanissimo ragazzo che si trova a dover fare i conti con i processi ai gerarchi catturati, le fucilazioni, il confronto col nemico. Tutto intrecciato con delicate vicende umane.

©1999 Giacomo Chelo (P)2010 Alessandro Chelo srl

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