C'è modo e modo di sparire. Con Jean Echenoz e Tiemen Hiemstra
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Con W., suo romanzo d'esordio, Tiemen Hiemstra compone un’elegia dell’amicizia giovanile, e del modo in cui la scomparsa di un amico può indurre a cercare – attraverso le tracce che questi ha lasciato - risposte su sé stessi. Un romanzo di formazione totalmente calato nei tempi in cui viviamo; contemporaneo nelle forme che indaga e nella lingua con cui sa restituirne ai lettori la complessità e la ricchezza.
Il secondo libro di cui parleremo è Bristol, di Jean Echenoz: in questo raffinato, magistrale divertissement che gioca con l’immaginario del cinema e con la sua lingua, la scomparsa è piuttosto uno dei tanti meccanismi narrativi utilizzati dall’autore: una leva d’avventura, un astuto stratagemma per sparigliare le carte.
Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto!
I libri di cui si parla in questo episodio sono:
* W., di Tiemen Hiemstra. Traduzione di Dafne Paris. Fabula. 188 pp. Adelphi Edizioni 2026
* Bristol, di Jean Echenoz. Traduzione di Giorgio Pinotti. Fabula. 156 pp. Adelphi Edizioni 2026
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