ANTITRUST contro APPLE: backup iPhone solo iCloud e lock-in (DMA) #1559 copertina

ANTITRUST contro APPLE: backup iPhone solo iCloud e lock-in (DMA) #1559

ANTITRUST contro APPLE: backup iPhone solo iCloud e lock-in (DMA) #1559

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Cambiare iPhone per passare ad altro è “libero” solo sulla carta: il problema vero è portarsi dietro la propria vita digitale. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria su Apple perché il backup completo di iPhone e iPad (app, impostazioni, messaggi, preferenze) risulta effettuabile solo tramite iCloud, mentre i servizi cloud concorrenti possono sincronizzare al massimo porzioni dei dati (foto e file), non l’intero dispositivo.

Il punto non è un divieto scritto, ma l’assenza di interoperabilità: secondo l’ipotesi investigativa, Apple non renderebbe disponibili API e permessi necessari a terze parti per realizzare un backup “device-level” equivalente. L’AGCM inquadra il tema nel Digital Markets Act (DMA) e nella designazione di Apple come “gatekeeper” per iOS (settembre 2023) e iPadOS (aprile 2024), richiamando gli obblighi di interoperabilità dell’art. 6(7). Essendo il DMA applicato dalla Commissione Europea, il ruolo nazionale è soprattutto istruttorio: raccolta elementi e trasmissione del dossier a Bruxelles.

Dietro la tecnica c’è una dinamica di potere: l’infrastruttura del backup è invisibile finché funziona, ma diventa una gabbia quando provi a uscire. La libertà tecnologica si misura sull’exit cost: quanto è facile migrare senza abbandonare dati, memorie e relazioni digitali.

00:00 Libertà di uscire da Apple
00:00:32 Indagine AGCM: i backup
00:01:52 Backup completo: solo iCloud
00:02:52 DMA, art. 6(7) e gatekeeper
00:04:13 Ruoli: AGCM vs Commissione UE
00:05:17 Il potere del design
00:06:41 Infrastrutture invisibili, lock-in
00:10:29 Sanzioni e costo dell’uscita
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